Didattica inclusiva e Embodied cognition. Il corpo e l'apprendimento

Secondo le ricerche neuroscientifiche, introdurre il corpo nella didattica quotidiana ci consente di progettare nuove alternative per l’apprendimento, soprattutto in contesti complessi ed eterogenei.

L’Embodied Cognition (Cognizione incarnata) scardina la classica visione cartesiana della mente come un elemento astratto separato dal corpo, ridefinendo il pensiero come un fenomeno profondamente incarnato. Secondo questo paradigma, la mente è incorporata in un organismo che opera ed è situato in un preciso contesto biologico e culturale: l’attività cognitiva emerge dalla circolarità tra cervello, corpo e ambiente.
I processi cognitivi e linguistici si radicano nelle interazioni fisiche e percettive del corpo.

La letteratura scientifica distingue principalmente tre modelli di Embodied Cognition:

  • Modello fenomenologico: incentrato sul primato della percezione corporea ed esplorativa.

  • Modello pragmatico: focalizzato sull’azione motoria, in cui i concetti sono intesi come istruzioni pratiche per interagire attivamente con gli oggetti del mondo.

  • Modello del comportamento logico: basato sul “know-how” (il sapere pratico ed esperienziale) rispetto al “know-that” (la conoscenza teorica di regole e procedure).

Troppo spesso, invece, in contesti educativi formali come la scuola, la attenzione viene orientata esclusivamente su compiti logico-razionali, considerando il corpo come un elemento “da tenere fermo” sulla sedia. Ma le neuroscienze e la pedagogia ci ricordano che la mente non lavora nel vuoto: l’apprendimento è un’esperienza globale in cui l’aspetto cognitivo, quello corporeo e quello emotivo sono legati tra di loro.

Cosa implica questa consapevolezza in ambito educativo e perché questa prospettiva è una straordinaria risorsa per l’inclusione?

  • Moltiplica le vie d’accesso al sapere: Quando permettiamo a un bambino di sperimentare la geometria disegnando le forme nello spazio con le braccia, o di comprendere l’aritmetica contando i passi avanti e indietro in aula, stiamo abbattendo le barriere del linguaggio astratto, offrendo alternative per l’apprendimento e la creazione di nuove esperienze.

  • Crea una sintonizzazione profonda nel gruppo classe: L’apprendimento inclusivo si basa sulle relazioni. Attraverso il movimento comune, il gioco relazionale i cervelli si sintonizzano e si impara a comunicare, anche senza parole, e valorizzare le differenze individuali.

  • Genera motivazione e benessere: Il movimento stimola il cervello, riduce lo stress, e attiva circuiti emotivi e di attenzione, aiutando a consolidare informazione nella memoria a lungo termine.

Sul piano della didattica inclusiva, queste ricerche ci danno dati preziosi e ci ricordano ancora una volta che che ogni forma di conoscenza si consolida in modo ottimale solo attraverso il coinvolgimento attivo del corpo in azione e delle emozioni.

Per approfondire questo argomento vi suggerisco:
“Embodied Cognition: the role of body in didactics” Filippo Gomez Paloma, Antonio Ascione, Domenico Tafuri (2017)

“Intellectual Disabilities Behavior Under the Lens of Embodied Cognition Approaches”
J. Walter Tolentino-Castro, Markus Raab (2021) Frontiers | Intellectual Disabilities Behavior Under the Lens of Embodied Cognition Approaches

1 Mi Piace