Anna Mombiedro e Lidia Cangemi |
21/02/2026
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In che modo gli spazi in cui viviamo e apprendiamo influenzano attenzione, emozioni, benessere e processi di apprendimento? Il panel propone una riflessione sul ruolo dell’ambiente come agente educativo attivo, capace di incidere in modo profondo sulle funzioni cognitive, sulla regolazione emotiva e sulla qualità delle relazioni.
Nel dialogo tra architettura, neuroscienze e pedagogia, l’intervento mette in luce come la progettazione degli spazi possa diventare uno strumento concreto per sostenere il benessere individuale e collettivo, superando una visione puramente funzionale degli ambienti educativi.
Lidia Cangemi, architetta, dirigente scolastica e formatrice, porta il contributo di una lunga esperienza di ricerca e sperimentazione nel campo dell’innovazione didattica. A partire dal modello DADA (Didattiche per Ambienti di Apprendimento) e dalle sue evoluzioni, l’intervento esplora come la riorganizzazione degli spazi scolastici possa favorire autonomia, responsabilità, motivazione e sviluppo delle life skills. L’ambiente viene letto come parte integrante del progetto educativo, capace di “insegnare” attraverso la sua struttura, i flussi, la luce, i materiali e le possibilità di movimento.
In dialogo con Ana Mombiedro, architetta e neuropsicologa, il panel assume la forma di un talk interattivo, alternando un inquadramento teorico essenziale a momenti di osservazione, confronto e riflessione guidata. I partecipanti saranno invitati a interrogarsi su come gli spazi influenzano l’esperienza quotidiana di apprendimento e su come ripensarli in chiave più consapevole, inclusiva e orientata al benessere.
L’incontro si rivolge a docenti, professionisti dell’apprendimento, dirigenti scolastici, progettisti, famiglie e a chiunque sia interessato a comprendere il potenziale educativo degli ambienti in cui si cresce, si lavora e si impara.