3 modi di assegnare compiti di scrittura nell'era dell'AI

Dopo alcuni anni in cui le Intelligenze Artificiali generative sono entrate nelle nostre vite (e in quelle dei nostri studenti) una cosa ormai ci è chiara: non possiamo capire in modo affidabile se un testo è scritto con l’AI. Esistono piattaforme online basate a loro volta sull’AI, come GPTZero o QuillBot, che sarebbero in grado di scoprire con un’approssimazione variabile se un certo testo è stato generato usando ChatGPT o altre AI equivalenti, ma è ormai risaputo quanto siano inaffidabili.
I detector sbagliano, gli indizi linguistici non bastano, e anche lettori esperti spesso non sono sicuri. Se questa è la realtà, allora forse il punto non è più “come smascherare” chi usa l’AI per scrivere, ma come ripensare i compiti di scrittura.

Ecco 3 consigli utili per ripensare la didattica della scrittura:

1. Rendere visibile il processo (non solo il risultato)

Una delle indicazioni più interessanti che emerge anche dalla ricerca recente sulla didattica della scrittura è questa: un testo finale, da solo, oggi dice sempre meno.

Per questo ha senso progettare consegne che obblighino a mostrare il percorso:
non solo il prodotto, il “tema”, ma anche le fasi che lo costruiscono. Ad esempio:

  • partire da una scaletta o da appunti iniziali
  • chiedere una prima versione e una revisione
  • far esplicitare cosa è cambiato e perché

:pushpin: Un modo per per lavorare davvero sulla scrittura come processo.

2. Spostare l’attenzione sulle decisioni linguistiche

Se uno studente può farsi aiutare a scrivere, quello che diventa interessante osservare è come gestisce la lingua. Qui c’è un cambio abbastanza profondo, perchè allo studente bisogna chiedere:

  • perché hai scelto questa parola?
  • che effetto volevi ottenere con questa frase?
  • cosa non funzionava nella versione precedente?

:pushpin: Questo tipo di lavoro rende la scrittura meno “prodotto finito” e più insieme di decisioni consapevoli.

3. Integrare l’AI invece di aggirarla

Un altro punto che emerge chiaramente è che ignorare l’AI non funziona. Molte nuove proposte didattiche vanno in una direzione diversa: usare i testi generati come materiale di lavoro. Per esempio, si integrano attività come:

  • confrontare un testo proprio con uno generato
  • migliorare un output dell’AI
  • individuare cosa è generico, poco efficace o poco coerente

:pushpin: In questo modo, l’AI smette di essere una scorciatoia e diventa uno strumento per sviluppare senso critico.

:books: Per approfondire:
Si può riconoscere un testo scritto dall'intelligenza artificiale?
These Tools Say They Can Spot A.I. Fakes. Do They Really Work?
Redisigning An Introduction to Writing Assignment in the Age of AI
Brinkman_2025.pdf (257,9 KB)


:speech_balloon: Nei tuoi compiti di scrittura, qual è la parte che oggi “non funziona più” come prima? Qual è la modifica concreta che hai fatto (o faresti) ai tuoi compiti di scrittura?

1 Mi Piace