Laura Cesaro|
21/02/2026
Perché così poche ragazze scelgono le discipline STEM? La risposta non sta nelle capacità innate, ma nei bias invisibili che operano fin dalla scuola primaria, plasmando progressivamente le aspirazioni e l’autopercezione delle studentesse.
Laura Cesaro, dottoranda in Robotica Educativa presso l’Università di Padova e insegnante di scuola primaria, presenta i risultati della sua ricerca sperimentale sui meccanismi che scoraggiano le ragazze dall’avvicinarsi alle STEM. La sua doppia prospettiva – ricercatrice e docente sul campo – offre uno sguardo unico su come gli stereotipi di genere si costruiscono nella didattica quotidiana.
La ricerca mostra che anche gli strumenti stessi veicolano bias: l’aspetto dei robot, il modo in cui vengono presentati, le modalità competitive associate alla robotica possono creare barriere implicite. Le ragazze tendono a essere meno attratte da contesti competitivi, preferendo approcci collaborativi, narrativi e relazionali. Quando la robotica è presentata come sfida tecnica o gara, si crea un ambiente che scoraggia la partecipazione femminile.
Ma la ricerca indica anche le strade per invertire la tendenza: metodologie attive che valorizzano creatività e design iterativo, approcci che superano la dicotomia “genialità vs impegno”, contesti dove la tecnologia diventa strumento per pensare, non solo per competere.
L’incontro offre strumenti concreti per insegnanti, formatori e genitori: come riconoscere i bias inconsapevoli nella propria didattica, come progettare attività STEM veramente inclusive, come la robotica educativa può diventare leva di empowerment per tutte e tutti.