(De)costruire il sapere collettivo con i social media

:speaking_head: Massimiliano Panarari | :spiral_calendar: 22/02/2026


I social media non hanno solo cambiato il modo in cui comunichiamo: hanno trasformato radicalmente la sfera pubblica, ridefinendo come circola l’informazione, si forma l’opinione, si costruisce (o si decostruisce) il sapere collettivo.
Massimiliano Panarari, sociologo della comunicazione, ci accompagna in un’analisi critica di questa trasformazione. A partire dai suoi studi su populismo digitale, disintermediazione e credibilità nell’era dei social, Panarari mostra come le piattaforme digitali abbiano generato nuovi ““miti””: l’idea che ““uno vale uno””, che la tecnologia garantisca trasparenza assoluta, che eliminare i mediatori significhi automaticamente più democrazia e verità.
Lo smantellamento dei filtri tradizionali dell’informazione ha prodotto conseguenze profonde. Le piattaforme progettano intenzionalmente i flussi di attenzione, creando sfere pubbliche frammentate, polarizzate, dominate dalle logiche algoritmiche. La disintermediazione promette democrazia diretta ma genera spesso confusione tra informazione e manipolazione, tra trasparenza e opacità.
L’incontro esplora le competenze necessarie per orientarsi in questo nuovo scenario: distinguere informazione da propaganda, costruire pensiero critico oltre le echo chamber, sviluppare una cultura democratica capace di abitare la complessità digitale. Panarari identifica il ruolo cruciale che educazione, formazione e organizzazioni hanno nel ricostruire gli strumenti cognitivi e culturali per una cittadinanza consapevole.
Un dialogo necessario per chi lavora nell’educazione, nella comunicazione, nelle organizzazioni e per chiunque voglia comprendere le trasformazioni profonde della società contemporanea, dove tecnologia e democrazia, informazione e manipolazione si intrecciano in modi sempre più inestricabili.