Ci sono tantissimi modi di rappresentare visivamente un territorio:

Subjective Editions è un progetto editoriale che realizza atlanti alternativi

Quanto lo studio della geografia fin dalla scuola primaria influenza la nostra immagine del mondo? Le prime ore di geografia coincidono, probabilmente, con i primi momenti in cui visualizziamo la Terra e i suoi luoghi attraverso una sintesi concettuale e visiva, che ne racchiuda l’essenza. Subjective Atlases è un progetto che opera la rappresentazione dei luoghi in modo stratificato, multiprospettico e attraverso tecniche e media visivi diversificati.

Il progetto

I Subjective Atlases, Atlanti soggettivi, sono pubblicazioni cartografiche dal basso che mappano un paese, una regione o una città attraverso gli occhi degli stessi abitanti. Subjective Editions è la piattaforma editoriale non profit fondata e gestita da Annelys de Vet, Sana Ghobbeh e Kurt Vanbelleghem che sviluppa processi di produzione partecipativi e distribuisce le risultanti pubblicazioni. Per la realizzazione di ogni atlante, SE (Subjective Editions) lavora con partner locali e distributori internazionali.

Perché ve ne parliamo

  • Il dialogo visivo collettivo che offre il progetto mostra come rilevare in modo partecipato le caratteristiche sociali, politiche, culturali e fisiche di un dato contesto.

  • L’approccio bottom-up mette in discussione i metodi tradizionali di rappresentazione dei territori e “demistifica” la cartografia stessa, ponendo l’accento sulla sua inevitabile natura soggettiva.

  • È un’esplorazione dell’individuo in relazione al collettivo, del soggettivo in relazione all’apparentemente oggettivo, del personale in relazione al politico. È una geografia emozionale di esperienze vissute che contribuisce a un’identificazione territoriale più pluralistica e sensibile.

Una domanda per te

Ti lascerai ispirare da questo progetto per approfondire concetti quali cartografia e mappatura? Ti piacerebbe avere un Subjective Atlas della tua località?

Trovi il progetto qui

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Mediterraneo senza frontiere di Sabine Réthoré

Quanto lo studio della geografia fin dalla scuola primaria influenza la nostra immagine del mondo? Continuiamo con un’altro esempio di rappresentazione alternativa di una regione del mondo, che ci riguarda da vicino: il Mar Mediterraneo.

Il progetto

Sabine Réthoré è un’artista e cartografa contemporanea specializzata nella realizzazione di mappe che raccontano punti di vista poco considerati: per esempio nel 2011, una volta constatata la cessazione di produzione di mappe del Mar Mediterraneo, ne ha realizzata una “verticale” e che non riporta i confini degli stati, gratuitamente scaricabile dal suo sito.

Foto: Christine Gorce

Perché ve ne parliamo

  • Una mappa che evidenzia le strade, i fiumi, i canali connettivi di un’area, quella Mediterranea, che ultimamente sembra piena di confini letali e invalicabili, può essere un buono spunto di riflessione per un’ora di educazione civica o geografia.

  • A volte anche solo osservare una forma molto conosciuta ruotata di 90°, può riattivare curiosità e attenzione.

  • Ancora una volta, ribadiamo che la cartografia tradizionale si basa su convenzioni, e non su verità oggettive: va sempre tenuto bene a mente!

Una domanda per te

Che effetto ti fa osservare il Mediterraneo “in verticale”? Che mappa usi per spiegare, per esempio, l’Impero Romano alla sua massima espansione?