In questo workshop abbiamo approfondito l’integrazione tra tecnologie di monitoraggio fisiologico e analisi dell’opera d’arte. L’obiettivo è stato quello di superare il dato soggettivo per mappare, attraverso parametri quantitativi, i processi cognitivi e attentivi attivati dalla fruizione artistica.
Le tecnologie utilizzate sono state:
1. Eye-Tracking per l’analisi dei pattern attentivi. L’utilizzo di eye-tracker ha permesso di decodificare la strategia visiva dell’osservatore. In particolare, abbiamo analizzato:
- Saccadi e fissazioni: la sequenza dei movimenti oculari per identificare gli “Area of Interest” (AOI) all’interno di un’opera.
- Percezione e cultura: come la conoscenza pregressa di un’immagine influenzi il percorso ottico rispetto a stimoli visivi ignoti.
- Attenzione visiva vs. interpretazione: la distinzione tra la scansione puramente retinica e l’elaborazione semantica dei dettagli.
Queste le opere che sono state somministrate ai due studenti volontari ![]()
EEG: Monitoraggio della dinamica neuronale via Muse.
Per la rilevazione dell’attività elettrica cerebrale è stata utilizzata la tecnologia Muse (headband EEG e software di acquisizione dati). La sessione ha previsto la somministrazione di due stimoli visivi antitetici per valutarne l’impatto sui ritmi neurali:
- Stimolo a valenza negativa: Un’opera caratterizzata da cromatismi scuri e composizioni tese, finalizzata a indurre uno stato di angoscia e attivazione del sistema di allerta.
- Stimolo a valenza positiva: Un’opera raffigurante elementi naturali e architetture dipinte, progettata per indurre uno stato di serenità e distensione cognitiva.
Risultati osservati sui ritmi cerebrali:
- Ritmo Alfa (8-12 Hz): Abbiamo monitorato la desincronizzazione di questo ritmo (tipico del riposo sensoriale) al passaggio tra i due stimoli, osservando come la complessità dell’architettura dipinta possa favorire stati di rilassamento vigile.
- Ritmo Beta (13.5-30 Hz): È stata rilevata una maggiore prevalenza di onde beta in risposta all’opera “angosciante”, segno di un’attività cerebrale intensiva e di uno stato di allerta superiore.
- Onde Theta e Delta: Questi parametri sono stati fondamentali per quantificare il diverso grado di coinvolgimento emotivo e il passaggio da una condizione di stress visivo a una di equilibrio omeostatico.
Conclusioni metodologiche L’analisi combinata di dati biometrici e neurofisiologici fornisce una base empirica per comprendere l’impatto cognitivo del patrimonio culturale. Questa convergenza tra discipline STEM e ambito umanistico è fondamentale per lo sviluppo di nuove strategie di accessibilità museale e per l’ottimizzazione del design dell’esperienza.
E tu pensi che le tecnologie digitali stiano cambiando il modo in cui creiamo e viviamo l’arte? In che modo? ![]()
