Siete bilingue?

Certo, parlate inglese per lavoro, masticate un po’ di spagnolo dalle vacanze e ricordate ancora qualche frase di francese imparata a scuola. Ma “bilingue” sembra un’etichetta troppo stretta, quasi binaria. O lo sei o non lo sei.

Per anni, la scienza ha faticato a misurare questa sfumatura. Abbiamo usato termini vaghi, basandoci su definizioni che spesso non riflettevano la realtà fluida delle nostre menti. Ma le cose stanno per cambiare.

Un team di ricercatori della New York University ha deciso di trasformare questa ambiguità in precisione, creando quello che potremmo definire un “Calcolatore di Multilinguismo”. Non si tratta di un semplice test di grammatica, ma di uno strumento che guarda dentro la vostra storia personale con le lingue.

Il calcolatore non si limita a contare quanti idiomi conoscete. Analizza l’età di acquisizione (perché imparare il coreano a 5 anni modella il cervello diversamente che a 25) e vi chiede di valutare le vostre abilità in quattro aree chiave: ascolto, conversazione, lettura e scrittura.

Il risultato? Un punteggio che dà dignità a quel “masticare un po’ di spagnolo”.

Il nuovo strumento, ancora in fase sperimentale, genera un “profilo di dominanza”, rivelando quale lingua governa davvero i vostri pensieri e come le altre orbitano intorno ad essa.

Ma c’è di più. Questo calcolatore non è solo un gioco per curiosi. Per i neuroscienziati, avere una misura precisa del multilinguismo è fondamentale. Sappiamo che parlare più lingue è una sorta di “palestra” per il cervello, capace di rallentare l’invecchiamento cognitivo. Ma finora non avevamo un metro accurato per misurare quanto debba essere intensa questa palestra per vedere i benefici.

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