Ma i mancini sono veramente più creativi?

Quante volte abbiamo sentito o creduto che le persone mancine fossero intrinsecamente più creative? Questa è una convinzione così diffusa che spesso influenza il modo in cui percepiamo il talento e il potenziale creativo dei nostri studenti. Tuttavia, una nuova e approfondita ricerca della Cornell University ha esaminato a fondo questa idea, sfidando un mito che persiste da oltre un secolo.
Questo studio ha rivelato risultati sorprendenti:

  • Non c’è alcun vantaggio particolare nel pensiero creativo per i mancini.
  • In alcuni dei test di laboratorio più comuni sul pensiero divergente – la capacità di esplorare rapidamente molteplici soluzioni a un problema – i destrimani hanno mostrato un leggero vantaggio.
  • Mentre è vero che i mancini possono essere sovrarappresentati in campi specifici come l’arte e la musica, i destrimani dominano in generale le professioni che richiedono la maggiore creatività. L’affermazione di una superiorità creativa dei mancini semplicemente non è supportata dai dati.

Gli autori dello studio suggeriscono diverse ragioni per la persistenza di questa credenza popolare:

  • Bias statistico: si è spesso focalizzata l’attenzione su campi specifici come l’arte e la musica, dove i mancini sembrano più visibili, ignorando la distribuzione in tutte le altre professioni.
  • La nozione dell’“artista tormentato”: esiste una percezione popolare che il genio creativo sia collegato a problemi di salute mentale, e i mancini (più presenti nel mondo dell’arte) hanno statisticamente tassi più elevati di depressione e schizofrenia. Questo ha contribuito a rafforzare il “mito dell’artista tormentato” legato al mancinismo.
  • Eccezionalismo mancino: l’idea che, essendo sia il mancinismo che il genio creativo rari, debbano per forza essere collegati.

La creatività non sembra quindi essere una caratteristica innata legata alla mano dominante di una persona. Invece di perpetuare stereotipi, dovremmo concentrarci sul favorire il pensiero creativo in tutti i nostri studenti, indipendentemente dal fatto che siano mancini o destrimani. Ogni bambino ha il potenziale per generare idee innovative.

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Interessantissimo! Sarebbe bello si facesse (o magari è già stato fatto ma non ne sono a conoscenza) uno studio rigoroso anche su ambiti sportivi in cui il mancinismo è spesso stato riportato come un vantaggio (es. la boxe, il tennis). Forse in questi campi, in cui c’è un confronto diretto con un avversario che in probabilità è più abituato ad affrontare destrimani, un vantaggio competitivo esiste veramente.

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