L'emozione del docente è una strategia didattica (non un dettaglio)

Da anni si parla di programmi, metodologie, verifiche, tecnologie e intelligenza artificiale. Tutti temi importanti. Ma una recente ricerca internazionale ci ricorda una verità tanto semplice quanto spesso dimenticata: anche lo stato emotivo dell’insegnante entra in classe. E, insieme a lui, insegna.

Lo studio, condotto su oltre 17.500 studenti in otto Paesi, mostra che quando un docente prova entusiasmo e soddisfazione nell’insegnare, gli studenti sviluppano maggiore interesse, più fiducia nelle proprie capacità e ottengono risultati migliori. Al contrario, rabbia, frustrazione e stress cronico si riflettono negativamente sull’apprendimento.

Le neuroscienze ci ricordano da tempo che emozione e cognizione non sono due sistemi separati. Ogni spiegazione, ogni domanda, ogni feedback passa attraverso una relazione umana. Prima ancora di ricordare una formula o una data storica, gli studenti percepiscono il clima emotivo della classe.

Questo non significa che un insegnante debba essere sempre sorridente o nascondere ogni difficoltà. Sarebbe irrealistico. Significa piuttosto riconoscere che il benessere del docente é una componente della qualità della didattica.

C’è però un aspetto ancora più interessante emerso dalla ricerca: si crea un circolo. Un insegnante sereno gestisce meglio la classe, costruisce relazioni più positive e propone attività cognitive più stimolanti. Gli studenti rispondono meglio, e questo alimenta ulteriormente la soddisfazione del docente. Il contrario, purtroppo, genera un circolo vizioso.

Invece di chiederci soltanto “Come possiamo migliorare gli studenti?”, dovremmo iniziare a chiederci: “Come possiamo metterci nelle condizioni emotive migliori per insegnare?”

Perché la qualità di una lezione non dipende solo da ciò che il docente sa. Dipende anche da come riesce a far sentire chi ha davanti.

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Grazie al prof. Zocchi per queste osservazioni che mi trovano in perfetta sintonia avendo insegnato in Conservatorio per tanti anni ai futuri formatori in discipline musicali. Sono argomenti che ho sempre cercato di trasmettere ai miei studenti. Mi permetto di segnalare ai lettori che sono tesi rintracciabili anche in altri illustri pedagogisti, quali Daniela Lucangeli, Luigina Mortari.