Pier Cesare Rivoltella, Stefano Moriggi, |
21/02/2026
Maria Ranieri, Luca Botturi
Quali cornici pedagogiche servono per abitare consapevolmente l’epoca dell’intelligenza artificiale? Questa è una delle questioni più decisive per il presente e il futuro dell’educazione, e richiede visioni che vadano oltre la semplice adozione di strumenti tecnologici.
Maria Ranieri, Pier Cesare Rivoltella e Stefano Moriggi – tre voci di riferimento del dibattito educativo contemporaneo – mettono a confronto le prospettive emerse dai loro lavori più recenti: L’intelligenza artificiale a scuola (Ranieri, Cuomo, Biagini), Pedagogia dell’intelligenza artificiale (Rivoltella, Panciroli), L’intelligenza artificiale e i suoi fantasmi (Moriggi, Pireddu) e Oltre la tecnofobia digitale (Rivoltella, Gallese, Moriggi).
Il talk affronta nodi cruciali: il ruolo del docente nell’era degli algoritmi si ridefinisce tra mediazione pedagogica e delega cognitiva; le pratiche didattiche si trasformano quando l’AI entra in classe, richiedendo nuove competenze progettuali e valutative; la sfida centrale diventa mantenere intenzionalità educativa nei processi automatizzati, evitando sia la tecno-entusiasmo acritico sia la tecno-fobia difensiva.
Emerge la necessità di costruire una vera AI Pedagogy: non l’uso pedagogico dell’AI, ma un ripensamento delle pratiche educative che integri consapevolezza algoritmica, responsabilità etica e visione culturale. Gli autori mostrano come superare approcci semplificati alla tecnologia per costruire integrazioni pedagogicamente fondate dell’intelligenza artificiale nei contesti formativi, dalla scuola all’università, dalla formazione professionale all’educazione permanente.
Un dialogo rigoroso e aperto che invita a ripensare il rapporto tra intelligenza artificiale, scuola e formazione non in termini di strumenti da adottare, ma di visioni educative da costruire.