Che albero e’? caccia all’albero

A corollario di un’attività di ricerca sugli alberi dove gli alunni di una mia classe dovevano fotografare un albero e pubblicare le foto su Classroom, specificando il tipo di albero ho proposto un elenco di alberi che non avevano trovato, ma che sapevo che crescevano nel nostro paese (Maranello).

Ho chiamato quest’altra attività “Caccia all’albero”, i ragazzi rivestivano il ruolo di cercatori e dovevano individuare una delle piante indicate e fotografarla.

Molti alunni hanno partecipato volentieri a questa iniziativa, facendo scoperte interessanti.

Ad esempio una ragazzina si è sorpresa nello scoprire che la photinia era la pianta che formava una siepe vicino a casa sua, mentre un’altra ha imparato che il grande albero che cresce nella piazza principale è un cedro.

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L’esplorazione del territorio è un’attività fantastica!

Linda, ci racconti come avete fatto il riconoscimento degli alberi? Avete usato Google Lens, un’app specifica o l’IA?

Ve lo chiedo perché vediamo che i ragazzi passano da una modalità di ricerca all’altra con grande disinvoltura. Spesso ci fermiamo a confrontarci con loro per capire se riconoscono la differenza tra i vari strumenti (Tutti, AI Mode, Immagini…): farcelo spiegare è un ottimo modo per verificare cosa sanno e riflettere insieme su come si muovono online.

Gli strumenti digitali chiesti ai ragazzi sono stati lo smartphone per fare le fotografie e l’uso di Classroom per caricare le foto.

Nel primo percorso: Che albero è? Fotografiamo gli alberi: che consisteva nel fotografare un albero e raccogliere alcune parti di esso (foglie o rametti) l’indicazione data agli alunni era di fotografare un albero vicino alla propria abitazione cercando di informarsi di che albero si trattava (conoscenza personale, aiuto di un adulto). L’attività è proseguita a scuola dove è stato vagliato il materiale raccolto e visionate le foto, in dove il riconoscimento era incerto o errato abbiamo usato alcuni manuali illustrati e la mia conoscenza personale. Il risultato è stato il riconoscimento certo delle piante (limitato alla tipologia e non alla specie), unico mistero rimasto tuttora insoluto è un improbabile albero di ciliegie con frutti fotografato in ottobre.

Nel secondo percorso: Che albero è? Caccia all’albero: l’approccio è stato l’opposto, si è partiti da un elenco di alberi stilato da me, con alberi che non erano ancora stati trovati, che sicuramente crescevano nel paese della scuola, Maranello, e i ragazzi dovevano individuare e fotografare uno di questi. In questo caso il compito era facoltativo, nonostante ciò la maggioranza degli alunni è riuscita a scovare un albero e fotografarlo.

Non ho proposto l’uso di app o altre tecnologie particolari, ma solo un eventuale ricerca su Internet.

Il lavoro ha avuto esiti positivi, anche senza applicazioni di riconoscimento digitale, in quanto le attività erano rivolte all’individuazione di alberi facilmente riconoscibili e diffusi sul territorio.

Se dovessi riproporre di nuovo questa attività e chiedessi di riconoscere oltre agli alberi i numerosi arbusti che costituiscono le fitte siepi delle aree verdi di Maranello, sicuramente proporrei l’uso di una app di riconoscimento, dato le numerose specie esotiche impiantate.

Avete usato o proposto questo tipo di app? Ne avete alcune che ritenete più efficaci?

Per l’identificazione e l’analisi sul campo abbiamo provato tre diversi strumenti digitali, con l’obiettivo di conoscerli e scoprirne le differenti logiche di riconoscimento e classificazione:

  • Seek (by iNaturalist): Utilizzato per un’identificazione di tipo tassonomico e conservativo. L’applicazione analizza l’immagine in tempo reale e procede a gradini lungo la gerarchia biologica (Famiglia $\rightarrow$ Genere $\rightarrow$ Specie), fornendo un unico risultato certo. Se la qualità dell’immagine o i dettagli visibili non sono sufficienti, l’algoritmo non azzarda una specie ma si arresta al livello di cui ha piena certezza. Per aiutarlo a salire di livello, richiede di cambiare angolazione o inquadrare altri dettagli (foglia, fiore, frutto).

  • Pl@ntNet: Utilizzato per un’analisi di tipo probabilistico e comparativo. L’algoritmo confronta l’immagine (o un organo specifico della pianta) con un database botanico, restituendo una lista di specie compatibili con una percentuale (%) di affidabilità. Permette di valutare più ipotesi e confrontare la foto con campioni di riferimento.

  • Google Lens: Utilizzato come strumento di ricerca visiva generica. Si basa sulla similarità con le immagini presenti sul web ed è il più veloce e immediato da usare, anche perché spesso non richiede l’installazione di un’app dedicata.

Considerazioni didattiche e scelta dello strumento

La scelta di quale app utilizzare dipende dal contesto e dalle competenze pregresse:

  1. Pl@ntNet e l’errore di conferma: Abbiamo notato che spesso i ragazzi tendono ad accettare passivamente la prima opzione proposta (quella con la percentuale più alta) senza verificare se sia effettivamente corretta. È un ottimo esercizio stimolarli al controllo critico, specialmente quando la percentuale di affidabilità scende sotto il 50%.

  2. Seek e la logica scientifica: Costringe l’utente a cercare nuovi dettagli visivi se l’inquadratura iniziale non basta, abituando a un’osservazione più rigorosa.

  3. Sviluppare senso critico tecnologico: Sebbene Google Lens sia il più accessibile, preferiamo far utilizzare app botaniche dedicate. Questo permette di far riflettere i ragazzi su come funziona un algoritmo, sui suoi limiti e su quale strumento risponda meglio alla specifica necessità di ricerca.