Le osservazioni scientifiche. osserviamo le piante

Per un certo periodo di tempo la materia di scienze delle scuole medie è stata denominata “Osservazioni scientifiche” e nelle pagine introduttive di alcuni libri di testo si trovavano indicazioni utili per i ragazzi, affinché imparassero ad osservare ciò che avevano intorno a loro e non semplicemente a guardare.

Prendendo spunto da questa considerazione voglio raccontare l’attività svolta con gli alunni della mia classe di prima media, l’ultimo giorno di scuola. Siamo usciti nel cortile della scuola per osservare le piante: ho invitato i ragazzi a dirmi se conoscevano gli alberi che avevano intorno. Per alcuni di essi è stato facile, il melo, ad esempio, è stato riconosciuto subito per le piccole mele acerbe che portava; gli altri alberi invece erano sconosciuti alla maggior parte degli alunni. Ho quindi rivelato il nome ed esposto brevemente alcune caratteristiche, mentre guardavano il fico, l’olivo, la quercia che avevano intorno, facendo domande e osservazioni. Prima del rientro in classe abbiamo raccolto foglie e alcuni rametti di piante. In aula ad ogni alunno è stato affidato il compito di prendere una foglia e disegnarla. Ognuno ha scelto quella che preferiva. Qualcuno ha disegnato a mano libera, qualcun altro seguendo le mie indicazioni ha sperimentato la tecnica del frottage che consiste nel mettere una foglia sotto un foglio e passare un colore per avere l’immagine.

Tutti hanno svolto l’attività con impegno e anche se il compito assegnato era lo stesso, ognuno di loro l’ha interpretato in modo diverso. Molti hanno chiesto conferma della correttezza del loro disegno, in alcuni casi ho dato alcune indicazioni per apportare alcune modifiche, ma ho rassicurato tutti che avevano fatto un buon lavoro. La lezione è finita. Ho augurato a tutti BUONE VACANZE.

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Benvenuta Linda! Che gioia leggere questo tuo primo post, e che bel modo di chiudere l’anno scolastico.

Hai toccato un punto fondamentale: la differenza tra guardare e osservare. Troppo spesso diamo per scontato ciò che ci circonda, eppure la curiosità scientifica può nascere proprio nel cortile della scuola, quando si impara a dare un nome e una storia a ciò che prima era solo “sfondo verde”.

Nel tuo racconto ci sono tre aspetti che troviamo straordinariamente preziosi:

  • L’apprendimento fuori dall’aula (outdoor learning), che trasforma il cortile in un laboratorio a cielo aperto e dimostra che per fare innovazione non servono grandi tecnologie, ma basta cambiare spazio.

  • Un perfetto approccio STEAM (Scienza + Arte): passare dall’osservazione al disegno e al frottage non è solo un esercizio artistico, ma un processo cognitivo che costringe a studiare venature, margini e simmetrie.

  • La valorizzazione della diversità: il fatto che ognuno abbia interpretato il compito a modo suo, trovando in te ascolto e rassicurazione, è la chiave per costruire una solida autostima scientifica.

Grazie per averci ricordato che l’innovazione parte proprio dallo sguardo dell’insegnante e dalla capacità di progettare esperienze significative, semplici e immediate.

Grazie ancora per aver condiviso questa bellissima pratica. Ti aspettiamo al prossimo post e ti auguriamo una splendida estate!

Grazie per il riscontro.