Artisti dei dati: l'esempio di Kirell Benzi

Kirell Benzi è un data artist con un Ph.D. in Data Science conseguito all’EPFL di Losanna. Nel 2017 ha fondato uno studio che unisce data science, machine learning ed estetica visiva, con opere esposte in musei e riprese da testate giornalistiche internazionali.

Il suo lavoro rende visibile una distinzione concettuale di cui parliamo oggi: quella tra visualizzazione dei dati e arte generata dai dati.

Distinzione tra visualizzazione dati e data art

Benzi stesso ha articolato questa distinzione in un’intervista a Storybench, sostenendo che una buona visualizzazione dei dati punta all’efficienza comunicativa, segue le regole del design percettivo e minimizza lo sforzo di lettura. La data art, invece, mette le emozioni al primo posto. Pur restando ancorata a un dataset reale, mette la chiarezza immediata in secondo piano, puntando in primo luogo al coinvolgimento estetico .

Questa distinzione è pedagogicamente utile perché separa due competenze che spesso vengono confuse quando si introduce il tema dei dati. Un grafico a barre ben fatto e un’opera di data art rispondono a domande diverse. Il primo risponde a “cosa dicono questi dati nel modo più leggibile possibile”, mentre la seconda risponde a “che tipo di esperienza voglio far vivere a chi guarda”.

Alcuni lavori

Uno dei lavori più citati di Benzi, The Dark Side and the Light, è una rete che mappa oltre 20.000 personaggi dell’universo di Star Wars, dove il colore dei nodi (blu per il lato chiaro, rosso per il lato oscuro, giallo per personaggi ambigui come criminali e cacciatori di taglie) codifica un’informazione narrativa attraverso una struttura tipica dell’analisi delle reti sociali. È un esempio efficace in aula proprio perché il soggetto (una saga cinematografica nota alla maggior parte degli studenti) abbassa la barriera d’accesso al concetto tecnico sottostante, quello di grafo. In questa struttura i nodi rappresentano i personaggi, gli archi le relazioni tra loro, e le comunità i sottogruppi che emergono dall’insieme di quelle relazioni.

Un altro progetto, Together, realizzato per il gruppo Havas, applica la stessa logica a un organigramma aziendale, trasformando la gerarchia di un’impresa in un albero radiale dove ogni punto è un dipendente. Qui l’utilità didattica sta nel mostrare che la stessa tecnica di visualizzazione (layout ad albero radiale) si applica a domini completamente diversi. Narrativa cinematografica e struttura organizzativa condividono infatti la stessa grammatica visiva, perché condividono la stessa struttura matematica sottostante, quella gerarchica.

Rilevanza

Il lavoro di Benzi offre un aggancio interdisciplinare che va oltre le materie scientifiche. La stessa struttura di rete usata per mappare i personaggi di Star Wars può rappresentare una trama narrativa complessa, una rete di alleanze storiche, o qualunque insieme di elementi collegati da relazioni. Il confine tra oggettività del dato e soggettività della scelta estetica, esplicitamente tematizzato da Benzi, riguarda tanto chi produce una visualizzazione quanto chi la interpreta. Anche un’opera basata su dati reali resta una costruzione interpretativa; ne consegue che non equivale a una fotografia neutra della realtà.

Opere citate

Fonti

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