Volevo condividere con voi gli spunti emersi durante il webinar tenuto insieme @Valeria.Rocco , in cui abbiamo esplorato come l’arte possa diventare una lente fondamentale per leggere la crisi ecologica e immaginare futuri sostenibili.
Ecco una sintesi dei punti salienti e degli obiettivi che abbiamo toccato insieme:
L’Approccio Eco criticism intende studiare come le arti raccontano l’ambiente e influenzano la nostra percezione di esso. L’obiettivo è superare l’idea di natura come semplice sfondo per riconoscere, attraverso le immagini, le tracce dell’azione umana, dello sfruttamento delle risorse e delle trasformazioni ambientali.
I 3 Obiettivi del percorso Durante l’incontro abbiamo lavorato su tre fronti principali:
- Analisi Eco-critica: Capire come le opere d’arte rappresentano il rapporto uomo-natura, portando alla luce dinamiche spesso invisibili come il colonialismo o l’estrazione di risorse.
- Immaginazione di Scenari Sostenibili: Riflettere sul paesaggio per sviluppare una maggiore consapevolezza dell’impatto delle nostre scelte, individuali e collettive.
- Interdisciplinarietà: Integrare dati scientifici con l’analisi estetica per trasformare l’esperienza artistica in un vero apprendimento interdisciplinare.
Ecco i principali argomenti e confronti critici emersi, strutturati per area tematica:
1. Antropizzazione del Territorio e Colonialismo
• Paesaggio alpino: abbiamo confrontato Pascoli di primavera (1896) di Giovanni Segantini con immagini successive del Passo del Maloja (come foto del 1920 e del 2021) e la Mappa delle piste da sci (2020). L’analisi ha interrogato come il paesaggio venga rappresentato (risorsa, sfondo, sfruttamento, cura).
• Sfruttamento e mappe: l’analisi della Terra Brasilis (inizio XVI secolo) ha evidenziato annotazioni che simboleggiano deforestazione (monconi), commercio transatlantico (navi) e tecnologia coloniale (scale nautiche). È stata utilizzata anche la Mappa Metallographica per illustrare l’attività mineraria e l’estrazione delle risorse.
• Sviluppo urbano (Boccioni): l’antropizzazione è stata analizzata attraverso il dipinto Officine a Porta Romana (1909) di Umberto Boccioni , che è stato messo a confronto con l’evoluzione della stessa porzione di città a Milano (Porta Romana/Piazza Trento) dal 1909 a oggi.
2. Inquinamento del Territorio
Monet e l’estetica del fumo: una lettera di Claude Monet alla moglie del 1900 ha mostrato come l’artista considerasse fumo e foschia, prodotti industriali, elementi necessari per completare le sue opere.
• ** La visualizzazione dell’invisibile:** Si è contrapposto l’approccio del fotografo Robin Price nel progetto Air of the Anthropocene . Price usa la fotografia a lunga esposizione con un sensore PM2.5 che rileva l’inquinamento atmosferico. Il sensore programma un light painter digitale per “disegnare” l’inquinamento come particelle di luce , rendendo visibile ciò che è microscopico e pericoloso. Il suo lavoro espone la tensione tra i benefici economici e gli effetti sulla salute causati dall’inquinamento, come osservato a Port Talbot.
Due modalità differenti, ma estremamente potenti di rendere visibile l’inquinamento!
Per spiegare tutto ciò abbiamo utilizzato alcune funzionalità della piattaforma Pinxit Studio .
Qui sotto alcuni esempi utilizzati durante il webinar
Seconde voi quale concetto l’arte dovrebbe incarnare per ripensare il rapporto uomo–natura?
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