Osservare unâopera dâarte non significa soltanto âguardarlaâ. Significa selezionare dettagli, riconoscere relazioni, formulare ipotesi e sostenerle con evidenze.
Nellâanalisi delle immagini accade spesso di passare troppo rapidamente dal âvedoâ al âsignificaâ: un colore diventa unâemozione, un gesto una narrazione, una figura un simbolo. Senza un processo esplicito di osservazione però, lâinterpretazione rischia di non rendere visibili le evidenze su cui si fonda.
Lâannotazione visiva introduce proprio questo passaggio. Annotare unâopera significa localizzare un dettaglio, una forma, uno sguardo, una linea di forza o un elemento iconografico. Successivamente associare a quellâarea una nota, una domanda, una relazione o unâipotesi: in questo modo, lâimmagine diventa uno spazio di analisi, non solo qualcosa da contemplare, ma un campo su cui costruire significato.
A questo proposito, annotare consente di rendere visibile il ragionamento. Ad esempio, lo studente mostra dove guarda, quali elementi considera rilevanti e come costruisce la propria lettura. Il docente, a sua volta, può osservare non soltanto la risposta finale, ma il percorso che ha condotto lo studente a formulare quella risposta: in particolare, quali indizi sono stati scelti, quali connessioni sono state stabilite e quali interpretazioni restano da verificare.
Questa pratica ha una funzione cognitiva ben precisa. Selezionare e nominare elementi visivi aiuta a organizzare lâattenzione, collegare testo e immagine sostiene lâintegrazione tra codici verbali e visivi, esplicitare le evidenze permette di discutere unâinterpretazione senza ridurla a una preferenza personale. In questa prospettiva, lâannotazione può sostenere la memoria perchĂŠ combina osservazione, gesto, linguaggio e organizzazione delle informazioni.
Alcune ricerche sul disegno osservativo e sulla produzione visiva indicano che tradurre ciò che si osserva in un segno coinvolge insieme processi percettivi, semantici e motori. Lâannotazione non coincide con il disegno, ma condivide un principio fondamentale: osservare attivamente implica scegliere, discriminare, mettere in relazione e rappresentare.
Lâannotazione è inoltre coerente con lâapproccio di Visible Thinking sviluppato da Project Zero di Harvard. Le Thinking Routines sono brevi strutture che rendono il pensiero piĂš esplicito, discutibile e condivisibile. Applicate a unâopera dâarte, aiutano a rallentare lo sguardo e a distinguere ciò che si osserva da ciò che si inferisce o si interpreta.
Anche nella ricerca storico-artistica e nelle Digital Humanities, lâannotazione semantica è utilizzata per collegare porzioni specifiche dellâimmagine a soggetti, dettagli, relazioni formali, contesti e ipotesi interpretative. Progetti come ARTigo dimostrano che lâannotazione collaborativa delle opere non è una pratica marginale: rende le collezioni piĂš accessibili, ricercabili e aperte a nuove connessioni tra immagini, temi e descrittori.
In Future Education Modena abbiamo cercato di tradurre questi principi sviluppando una tecnologia, la piattaforma Pinxit Studio che consente di annotare le immagini: infatti, attraverso la funzione dellâannotazione è possibile delimitare aree, evidenziare dettagli, aggiungere note, raccogliere osservazioni e costruire percorsi di lettura condivisi. La tecnologia in questo caso non aggiunge un mero elemento decorativo allâopera, ma offre una grammatica per osservare, argomentare e discutere attraverso le immagini.
Ecco un esempio di annotazione direttamente alâinterno di PINXIT Studio, in particolare su âCompianto sul Cristo mortoâ di Giotto per la Cappella degli Scrovegni di Padova qui in modalitĂ gigapixel.
Fonti e approfondimenti
Schneider, S. (2024). ARTigo: Data from Social Tagging with Art-historical Images. Journal of Open Humanities Data, 10, Article 54.
Presenta ARTigo, un progetto di citizen science dedicato al tagging collaborativo di immagini storico-artistiche. Il progetto mostra come le annotazioni prodotte dagli utenti possano rendere le collezioni piĂš accessibili, ricercabili e aperte a nuove connessioni interpretative.
Wang, X., Song, N., Liu, X., & Xu, L. (2021). Data modeling and evaluation of deep semantic annotation for cultural heritage images. Journal of Documentation, 77(4), 906â925.
https://doi.org/10.1108/JD-06-2020-0102
Un riferimento centrale per lâannotazione semantica applicata a immagini del patrimonio culturale: propone e valuta un modello multilivello per collegare dettagli dellâimmagine, relazioni e significati. Il framework integra metadati, terminologia di dominio, ontologie, tassonomie e descrizioni in linguaggio naturale, consentendo una lettura fine e strutturata delle opere.doi
Abgaz, Y., et al. (2021). A Methodology for Semantic Enrichment of Cultural Heritage Images. Heritage Science, 9, 84.
https://doi.org/10.1186/s40494-021-00567-y
Propone una metodologia per lâarricchimento semantico delle immagini del patrimonio culturale. Lâannotazione collega aree specifiche dellâimmagine a descrizioni, concetti e conoscenze di dominio, rendendo le risorse visive piĂš esplorabili e riutilizzabili nella ricerca.
Sahota, M., et al. (2016). Learning Pathology Using Collaborative vs. Individual Annotation of Whole Slide Images: A Mixed Methods Trial. BMC Medical Education, 16, 311.
Studio sperimentale sullâannotazione di immagini digitali ad alta risoluzione. Lâannotazione collaborativa ha favorito il riconoscimento delle caratteristiche visive e la comprensione, in particolare negli studenti con una base disciplinare giĂ consolidata e in presenza di consegne strutturate.bmcmededuc.biomedcentral
Fan, J. E., et al. (2020). Relating Visual Production and Recognition of Objects in Human Visual Cortex. The Journal of Neuroscience, 40(8), 1710â1721.
https://doi.org/10.1523/JNEUROSCI.1843-19.2019
Studio neuroscientifico sul disegno osservativo. Produrre segni a partire da ciò che si osserva coinvolge rappresentazione visiva, selezione delle caratteristiche rilevanti e processi visuomotori; offre un supporto indiretto al valore dellâosservazione attiva e della traduzione dellâimmagine in segni e parole.pmc.ncbi.nlm.nih
Katz, J. S., et al. (2021). Observational Drawing in the Brain: A Longitudinal Exploratory fMRI Study. Neuropsychologia, 159, 107911.
Ricerca longitudinale sul disegno osservativo che rileva miglioramenti in competenze visive e cambiamenti funzionali in reti associate a attenzione, controllo ed elaborazione visuospaziale. Ă utile per inquadrare lâannotazione come pratica di attenzione guidata, pur senza sovrapporla al disegno.pubmed.ncbi.nlm.nih
Project Zero, Harvard Graduate School of Education. Visible Thinking e Thinking Routines.
Framework pedagogico fondato su routine brevi che aiutano gli studenti a rendere espliciti, condividere e sviluppare i processi di pensiero. Lâannotazione può agire come traccia visiva di questo ragionamento.
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