Esiste un modo di progettare videogiochi affine all’approccio educativo, che rimane il nostro focus principale: l’applied gaming. Progettare un gioco “applicato” significa integrare contenuti con obiettivi al di là del puro intrattenimento. Per esempio si può creare un gioco legato al patrimonio culturale o a uno specifico territorio.
Per chi non la conoscesse, IVIPRO (Italian Videogame Program) è l’associazione che promuove la valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale italiano attraverso i videogiochi, facilitando il contatto tra l’industria del gaming e le istituzioni.
Tra le varie attività, IVIPRO organizza da ormai una decina d’anni IVIPRO Days, una conferenza dedicata proprio al legame tra videogioco, cultura e narrazione dei luoghi. Dal 5 al 7 novembre, nell’ambito del Trieste Science+Fiction Festival, si terrà a Trieste l’edizione 2026.
L’evento è organizzato con panel, incontri con sviluppatori e sviluppatrici internazionali e casi di studio. Oltre a essere un’occasione per capire come un videogioco possa trasformarsi in un progetto culturale e viceversa, seguire eventi come IVIPRO Days offre spunti interessanti anche a chi si occupa di educazione o formazione.
Per esempio, trasformare un territorio o un contesto storico reale in uno spazio ludico è uno degli approcci fondamentali del GBL e i casi di studio degli IVIPRO Days possono essere un bello stimolo.
Allo stesso modo, vedere e sentir parlare di progetti che integrano contenuti culturali specifici, può aiutare a capire come lavorare in forma ludica ai vostri argomenti formativi.

L’evento si può seguire a Trieste previa registrazione gratuita e ci sono diversi eventi online che accompagnano l’avvicinamento alla conferenza. Il primo è già questo lunedì 12 ottobre. Li trovate tutti nella sezione Online Preview del programma.
Vi è mai capitato di usare il videogioco per esplorare o far esplorare un luogo o una storia con le vostre classi? Quali spunti avete trovato più efficaci?
