Murder mystery in biblioteca: come trasformare la ricerca delle fonti in un’avventura didattica

Oggi condividiamo lo spunto di Tobye Ertelt, una bibliotecaria digitale di una scuola secondaria di primo grado. Insieme a un’insegnante di lettere della Oberon Middle School di Arvada (Colorado), ha progettato e svolto un’unità didattica di una settimana per insegnare a valutare l’affidabilità delle informazioni attraverso la risoluzione di un finto delitto.


Ecco in sintesi cosa hanno fatto:

Giorno 1
Valutazione delle fonti: studenti e studentesse imparano a valutare le informazioni usando il modello ABCD (Author, Bias, Content, Date), come veri investigatori e investigatrici.

Giorni 2-3
Indagine e fonti: la vittima è la bibliotecaria stessa! Le persone sospettate sono docenti e personale scolastico (con tanto di alibi e moventi stravaganti), mentre a testimoniare ci sono personaggi storici o letterari interpretati da studentesse e studenti.
Ragionamento e accuse: si incrociano le testimonianze, si mettono a nudo i propri bias (es. “quel prof è troppo gentile per averlo fatto!”) e, utilizzando il modello CER (Claim, Evidence & Reasoning), si presenta un’accusa formale, argomentando la tesi con le prove raccolte.

Giorni 4-5
Valutazione individuale: l’attività culmina nell’analisi critica di casi storici reali, senza l’ausilio di tecnologie, per testare in autonomia la capacità di distinguere fonti primarie e secondarie.

L’obiettivo dell’attività è rendere l’insegnamento delle competenze di ricerca e analisi critica delle fonti appassionante e diverso dalla solita lezione frontale: apprendimento attivo, mistero, problem solving e gioco di ruolo!
Funziona bene perché aumenta l’interesse della classe, coinvolge l’intero corpo docente in un’esperienza collaborativa e mostra come il gioco possa rendere spontanea l’applicazione del pensiero critico.

Se volete approfondire qui c’è il racconto in prima persona di Tobye Ertelt, Teaching Research Skills Through Game Theory and a Murder Mystery, pubblicato su School Library Journal.

E voi? Avete mai integrato il gioco per insegnare la verifica delle fonti? Quali strategie usate per allenare il pensiero critico e l’attenzione verso i bias?