Spesso associamo l’apprendimento all’immobilità: stare seduti, in silenzio e concentrati. Ma una nuova ricerca suggerisce qualcosa di diverso: anche piccoli movimenti del corpo potrebbero aiutare il cervello a “ripulirsi” attraverso il movimento del liquido cerebrospinale.
Lo studio, condotto per il momento su modelli animali, mostra che semplici contrazioni muscolari inducono piccoli movimenti del cervello, trattandolo come fosse una spugna da strizzare. Questi movimenti sembrano aumentare i flussi di liquido cerebrale che partecipano al fisologico “lavaggio” del cervello, favorendo processi collegati alla salute cerebrale.
Per chi insegna, il messaggio è interessante: il corpo non è separato dall’apprendimento.
Cosa possiamo portare in classe?
Anche senza rivoluzionare la didattica, possiamo:
- inserire brevi pause attive;
- far lavorare gli studenti in movimento;
- permettere cambi di postura;
- usare attività dinamiche e collaborative.
L’attenzione non coincide sempre con l’immobilità. A volte muoversi aiuta gli studenti a concentrarsi meglio.
E questa riflessione riguarda anche noi adulti. Passiamo molte ore seduti, davanti a schermi e riunioni, dimenticando quanto il movimento sia importante anche per la nostra lucidità mentale. Fare una pausa, camminare qualche minuto o semplicemente alzarsi più spesso potrebbe aiutare non solo il corpo, ma anche la qualità del pensiero e della concentrazione.
