Negli Stati Uniti sono oggi operativi oltre 3.000 data center, e altri 1.500 sono in fase di sviluppo, secondo un’analisi del Pew Research Center basata su dati di febbraio 2026. Finora la maggior parte dei data center esistenti si trova in aree urbane, l’87% del totale. La nuova ondata di costruzioni sta invertendo questa tendenza. Il 67% dei nuovi progetti sorgerà in aree rurali, spesso in contee che non ne ospitano ancora nessuno, il 39% dei progetti pianificati, soprattutto nel Sud e nel Midwest, le due regioni che insieme concentrano quasi tre quarti delle nuove costruzioni. Virginia e Texas restano gli stati con più data center, sia tra quelli già operativi sia tra quelli pianificati.
Oggi il 38% degli americani vive entro otto chilometri da almeno un data center in funzione, una quota che sale al 42% se si contano anche quelli pianificati. Il ritmo della costruzione si è impennato bruscamente. Secondo la società di analisi ConstructConnect, la spesa per nuovi cantieri di data center nei primi due mesi del 2026 ha raggiunto 36,9 miliardi di dollari, contro appena 1,4 miliardi nello stesso periodo del 2025. Una parte di questa crescita dipende dal fatto che i nuovi impianti, pensati per l’intelligenza artificiale, richiedono tra 50 e 150 kilowatt di potenza per singolo armadio server, contro i 10-15 kilowatt di un data center tradizionale.
Il costo per le comunità
Un data center di dimensioni tipiche consuma circa 1,14 milioni di litri d’acqua al giorno, l’equivalente del fabbisogno di mille famiglie, secondo la Brookings Institution. I centri più grandi arrivano a 18,9 milioni di litri al giorno, quanto una città di decine di migliaia di abitanti. Questa cifra riguarda solo l’acqua usata direttamente per il raffreddamento. Una parte spesso più consistente del consumo complessivo è indiretta, legata all’acqua usata dalle centrali elettriche per produrre l’energia che alimenta i data center, che secondo alcune stime può arrivare a rappresentare fino al 75% del consumo idrico complessivo legato a una singola richiesta a un sistema di intelligenza artificiale.
Meno di un terzo dei gestori di data center rende pubblici i propri dati sul consumo d’acqua, il che rende difficile una stima precisa e indipendente. Circa due terzi dei data center costruiti dal 2022 in poi sorgono in aree già sottoposte a stress idrico. Ampliare le reti idriche per sostenere questa domanda potrebbe costare tra 10 e 58 miliardi di dollari entro il 2030, una spesa che ricade in gran parte sulle bollette dei residenti locali piuttosto che sulle aziende tecnologiche. Anche le bollette elettriche risentono dell’espansione, in alcune contee della Georgia le tariffe sono aumentate del 33% in un solo anno, un incremento attribuito in parte proprio alla domanda dei data center.
Fonti
- Pew Research Center, “Most new data centers in the U.S. are coming to rural areas” (Most new data centers in the U.S. are coming to rural areas | Pew Research Center)
- Brookings, “AI, data centers, and water” (AI, data centers, and water | Brookings)
- ConstructConnect, dati di spesa per costruzione riportati in “Pew Research: 67% of Planned U.S. Data Centers Headed to Rural America” (Pew Research: 67% of Planned U.S. Data Centers Headed to Rural America)
- EESI, “Data Centers and Water Consumption” (Data Centers and Water Consumption | Article | EESI)
- IEEE Spectrum, “AI water usage” (The Real Story on AI Water Usage at Data Centers - IEEE Spectrum)