Probabilmente ricorderete che il linguaggio è una funzione gestita quasi esclusivamente dall’emisfero sinistro del cervello, racchiusa in aree ben note come quella di Broca e di Wernicke. Tuttavia, un recente studio del MIT ha identificato 17 nuove aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione del linguaggio, localizzate ben al di fuori dei confini tradizionali.
Analizzando i dati, i ricercatori hanno osservato che regioni storicamente associate al movimento (il cervelletto), alle emozioni (l’amigdala) o alla memoria a lungo termine (l’ippocampo) si attivano anche quando ascoltiamo o leggiamo frasi di senso compiuto. Nel loro insieme, queste 17 nuove zone occupano circa il 5% del volume totale del cervello: non molto spazio fisico, ma una rete di connessioni sorprendentemente estesa.
Questa scoperta è fondamentale anche per un altro motivo: smonta uno dei neuromiti più resistenti nel mondo della scuola, ovvero l’idea della rigida lateralizzazione funzionale del cervello, la convinzione che esistano studenti “cervello sinistro”, logici e linguistici, e studenti “cervello destro”, creativi ed emotivi.
La scienza sa da tempo che questa è una semplificazione eccessiva, ma questo studio ne fornisce un’ulteriore prova. Dimostrando che il linguaggio, considerato la funzione “sinistra” per eccellenza, richiede in realtà una rete distribuita che coinvolge strutture subcorticali e aree diffuse in tutto il cervello, comprendiamo che l’apprendimento non è mai una questione di un solo emisfero. Il cervello lavora sempre come un sistema integrato e interconnesso.
Catalogare gli alunni in base a una presunta dominanza emisferica non ha basi biologiche: la didattica deve stimolare l’intero organo, non una sua parte. Il cervello dei nostri studenti (e anche degli adulti) non è fatto di compartimenti stagni né diviso da muri invalicabili tra i due emisferi.
Questa scoperta ci mostra che il linguaggio è un’esperienza totalizzante per la mente umana. Più rendiamo le nostre lezioni interattive, ricche di storie e collegate ad attività pratiche, più aiutiamo questa straordinaria rete a consolidare l’apprendimento.
