👕 Da dove arriva la tua maglietta? Educare alla sostenibilità

Quali tessuti indossi oggi? Ci hai fatto caso? Quando compri un capo guardi anche la sua composizione?

Oh Oh… Colta in flagrante! 40% cotone, 60% acrilico. :see_no_evil_monkey:

Ma cosa sanno di tessuti e filiera di produzione i ragazzi di oggi? Durante le nostre attività con i bambini e ragazzi dai 7 ai 17 anni, ci siamo accorti che pochissimi sanno da dove arrivino i tessuti che indossano. È curioso vedere come si sorprendano nello scoprire che dal petrolio si possono produrre così tanti materiali diversi, o che il riciclo permette letteralmente di “indossare” le vecchie bottiglie di plastica PET!

Alla richiesta di leggere la composizione del capo che hanno addosso, parte sempre una vera e propria caccia al tesoro: tra risate e confusione, la domanda sorge spontanea… Ma dove si trova questa indicazione?

La situazione cambia invece se guardiamo ai giovani adulti. I ragazzi all’università oggi hanno le idee decisamente più chiare: sanno cosa vogliono e come lo vogliono.

:seedling: L’ispirazione: Mattia Berveglieri, il “detective del tessile”

Questa mattina mi sono imbattuta in un articolo che parlava di Mattia Berveglieri, un imprenditore e content creator che i media hanno ribattezzato il “detective del tessile”. Mi ha incuriosito e mi ha spinto ad approfondire e a condividere questo tema con voi.

Chi è Mattia e perché oggi si parla così tanto di lui? Mattia pubblica brevi video in cui entra nei grandi store di fast fashion, analizza le etichette in diretta e dice la sua sulla composizione dei capi, consigliando cosa acquistare e cosa no. Il suo obiettivo è sensibilizzarci su come la moda possa e debba diventare rispettosa del pianeta, mostrandoci qual è il costo reale — ambientale e umano — di una maglietta da 5 euro.

:studio_microphone: Se volete approfondire la sua storia, segnalo il suo primo podcast: “Parliamo di Moda, Brand e Social con Mattia Berveglieri” su Apple Podcasts; e la sua recente intervista su Fanpage: "Come non farsi fregare dalle etichette dei vestiti".

Nel podcast Mattia racconta con grande onestà i suoi alti e bassi come imprenditore, il ruolo dei social e lancia un messaggio importante: consiglia caldamente ai giovani di fare esperienza in azienda prima di aprirne una propria, per evitare i suoi stessi errori. Dispiace infine sentirgli dire — come spesso purtroppo si sente — che le scuole dovrebbero preparare molto di più i ragazzi al mondo del lavoro.

:crystal_ball: Verso il futuro: Arriva il Digital Product Passport!

La bella notizia è che il mondo si sta muovendo. Presto i vestiti avranno una vera e propria carta d’identità digitale: il Digital Product Passport (DPP) voluto dall’Unione Europea. Scansionando un semplice QR code sull’etichetta, potremo scoprire tutta la storia del capo, dalla provenienza del filato fino alle istruzioni per riciclarlo (speriamo solo non spariscano le altre indicazioni fisiche, per chi usa meno il cellulare!).

:man_detective: L’Attività a FEM: “Detective dell’Etichetta”

Per parlare di futuro e sostenibilità ai ragazzi non servono grandi teorie, servono esempi pratici e vicini a noi. Il messaggio di Mattia diventa il nostro punto di partenza: cambiare rotta si può, ma serve educare i consumatori a non fermarsi all’apparenza del brand.

La consapevolezza può iniziare a germogliare da piccoli, introducendo il concetto di filiera e controllo della provenienza anche nel settore tessile. Ecco un’idea di laboratorio semplice e d’impatto che proponiamo:

  • La Caccia all’Indizio: Chiediamo ai ragazzi di trovare e guardare l’etichetta della propria maglietta o felpa preferita.

  • La Mappa del Viaggio: Dove è stata prodotta? Di che materiale è fatta (cotone, poliestere, riciclato)?

  • Il Quiz della Filiera: Ricostruiamo insieme i passaggi: dal campo di cotone (o dal laboratorio di sintesi) alla filatura, dalla tintura fino al trasporto.

:speech_balloon: Fateci sapere nei commenti se provate a fare questa attività in classe o a casa!

:tangerine: Piccolo spoiler finale per incuriosire i ragazzi: sapevate che oggi si ricavano fibre tessili persino dalle arance e dalle ortiche?

1 Mi Piace