Come la linguistica computazionale può salvare i dialetti dall'estinzione

Negli ultimi mesi diversi articoli e studi hanno riportato un dato piuttosto chiaro: in Italia i dialetti si parlano sempre meno. Non è una sorpresa per chi lavora con la lingua, ma i numeri mostrano quanto il cambiamento sia stato rapido.

Secondo i dati più recenti dell’ISTAT, l’uso del dialetto in famiglia è crollato in pochi decenni: dal 32% nel 1988 a circa il 9,6% nel 2024. Oggi quasi metà degli italiani usa prevalentemente l’italiano in tutti i contesti quotidiani.

Questo significa che il luogo principale in cui il dialetto si trasmetteva, la famiglia, sta progressivamente scomparendo come spazio di apprendimento linguistico.

:thinking: Ma cosa implica davvero questo cambiamento? E perché interessa anche chi lavora con IA e linguistica computazionale?

Un recente studio (Joshi et al., 2025) analizza il rapporto tra NLP (Natural Language Processing) e dialetti e mostra un problema strutturale: i modelli linguistici funzionano molto bene con le lingue standard, ma molto peggio con le varietà dialettali.
Il motivo è semplice: i sistemi di IA sono addestrati su grandi dataset testuali, ma la maggior parte dei dialetti ha pochissime risorse digitali.

Questo crea due effetti:

  • i modelli faticano a riconoscere o classificare i dialetti
  • molte varietà linguistiche diventano invisibili nei sistemi digitali

Per questo oggi una parte della ricerca lavora proprio su dataset dialettali e su modelli capaci di gestire variazione linguistica.


Perché questo riguarda anche la scuola :pushpin:

Il tema dei dialetti non è solo culturale o identitario. È anche un ottimo laboratorio per lavorare su:

  • variazione linguistica
  • rapporto tra lingua e società
  • standard e varietà regionali
  • cambiamento linguistico

E oggi si può aggiungere anche un’altra prospettiva: come le tecnologie linguistiche trattano la diversità linguistica.

Con strumenti digitali e piattaforme di analisi testuale come Linda è possibile far lavorare gli studenti su:

  • confronto tra italiano standard e italiano regionale
  • analisi di tratti dialettali nei testi
  • studio della variazione linguistica nei media e nei social

Lavorare sui dialetti in classe: un laboratorio linguistico inclusivo

Portare i dialetti in classe non è solo un modo per parlare di tradizione linguistica. Può diventare anche uno strumento didattico molto inclusivo, soprattutto nelle classi linguisticamente eterogenee. Molte classi oggi sono multilingui: accanto all’italiano convivono lingue familiari diverse (arabo, rumeno, albanese, cinese, ecc.). :globe_with_meridians:

Lavorare sui dialetti permette di creare una situazione interessante: tutti gli studenti diventano esperti di una varietà linguistica minoritaria.
:point_right: Chi parla un dialetto locale può portare esempi dalla propria esperienza familiare.
:point_right: Chi parla un’altra lingua può confrontarla con l’italiano e con le varietà regionali.

Per approfondire :books:
Il dialetto è meno parlato ma più di moda
Natural Language Processing for Dialects of a Language: A Survey


:speech_balloon: Tu sai parlare un dialetto? Quale? Ne hai mai parlato in classe con gli alunni?

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Per tradizione famigliare ho imparato 2 dialetti: quello veneto dove sono nata e quello lombardo di mia madre. Sono stata docente di francese e ho sempre fatto vedere le analogie tra i dialetti e alcune strutture o fonemi dei due dialetti. Es. In italiano non è necessario l’utilizzo del pronome personale davanti al verbo, mentre in francese e nel dialetto veneto è obbligatorio per capire chi è il soggetto.

Grazie, esempio molto interessante. Il caso del pronome soggetto in veneto e in francese è proprio un buon modo per far vedere agli studenti che lingue diverse organizzano l’informazione grammaticale in modo diverso.
È anche un esempio di come i dialetti possano diventare uno strumento utile per spiegare la grammatica, non solo un tema “culturale”.

Per curiosità: gli studenti reagivano bene a questi confronti tra francese, italiano e dialetto? Li aiutava a capire meglio la struttura della lingua?

Sì, è stata un’analogia che mi ha anche permesso di parlare delle origini del dialetto veneto, frutto anche della sovrapposizione di lingue derivanti dalle invasioni (in letteratura) si ritrovano opere in franco-veneto)

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