Riprendo l’impostazione del precedente post ispirato ad un progetto di riqualificazione di Dresda, da cui è partito il pensiero di due post: uno sull’acqua e uno sulla luce in progetti di riqualificazione urbana e non solo.
Quando progettiamo l’efficienza energetica degli edifici e la rigenerazione degli spazi urbani, il rapporto con la radiazione solare viene spesso ridotto a un calcolo tecnico: installare pannelli fotovoltaici tradizionali, schermare le finestre per evitare il surriscaldamento o rispettare i rapporti aero-illuminanti.
La luce del sole è solo un parametro luminoso o termico o può diventare materia espressiva?
Catturare, riflettere e scolpire la luce naturale significa ridurre i consumi elettrici per l’illuminazione e il raffrescamento, ma anche trasformare la percezione degli spazi urbani. Vediamo come applicare l’approccio STEAM all’analisi urbana attraverso 4 progetti in cui la luce del sole unisce estetica, tecnologia e risparmio energetico.
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Dresda: il Cortile della Luce (Hof des Lichts)
Nel celebre complesso della Kunsthofpassage, un cortile è interamente dedicato all’elemento luce. Una serie di specchi orientabili e lamine metalliche dorate riflettono la luce naturale del sole proiettandola negli angoli più bui del cortile interno e degli appartamenti, variando i riflessi a seconda dell’ora del giorno.
Lente STEAM: Ottica + Design dell’illuminazione + Scultura. Dimostra come la geometria delle superfici riflettenti possa ottimizzare l’illuminamento naturale senza alcun consumo energetico.
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Napoli: la pensilina solare di Piazza Garibaldi (Dominique Perrault)
Nella grande riqualificazione ipogea ed urbana di Piazza Garibaldi, la piazza è sormontata da una monumentale pergola scultorea formata da “alberi” in acciaio. La copertura è composta da centinaia di vetri serigrafati e semitrasparenti con moduli BIPV (fotovoltaico integrato): filtrano la luce solare creando un’ombra fresca e dinamica nella piazza ipogea e contemporaneamente producono energia pulita per la stazione.
Lente STEAM: Ingegneria dei Materiali (BIPV) + Optoelettronica + Architettura. Un’infrastruttura di trasporto urbano riqualificata che trasforma la luce solare in ombreggiamento, illuminazione e microclima.
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Parigi: i diaframmi fotografici dell’Institut du Monde Arabe (Jean Nouvel)
La facciata sud di questo celebre centro culturale integra 240 diaframmi metallici automatizzati che funzionano esattamente come gli obiettivi delle macchine fotografiche. Sfruttando cellule fotoelettriche, le lame meccaniche si aprono e chiudono continuamente per regolare la quantità di luce naturale che entra nell’edificio, creando complessi motivi geometrici arabi e controllando il microclima interno.
Lente STEAM: Fotomeccanica + Motori di Precisione + Geometria Islamica. L’antesignano storico delle facciate cinetiche sensibili alla luce naturale.
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Abu Dhabi: la facciata cinetica delle Al Bahar Towers (Aedas)
Evoluzione contemporanea dell’edificio di Parigi: in queste torri ad altissima efficienza energetica, la tradizione araba della Mashrabiya incontra la robotica. Oltre 2.000 ombrelloni geometrici in fibra di vetro si aprono e chiudono autonomamente seguendo il percorso del sole durante il giorno, schermando l’edificio dall’irraggiamento diretto.
Lente STEAM: Robotica + Meccatronica + Design Bioclimatico. Una scultura dinamica in movimento che abbatte del 50% l’apporto di calore solare e l’uso dell’aria condizionata.
Risorse e Approfondimenti:
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La Foglia e l’Oceano: Articolo su Hof der Elemente e Hof des Lichts (Dresda) -
Professione Architetto: Riconsegnata Piazza Garibaldi a Napoli -
Architecture-Studio: Scheda Progetto Institut du Monde Arabe (Parigi) -
AHR Architects: Scheda Ufficiale Al Bahar Towers (Abu Dhabi)
Per la community:
Nelle vostre scuole o nei progetti sul territorio, avete mai esplorato con gli studenti come la luce naturale può essere usata per illuminare, creare giochi di luce, rinfrescare o produrre energia negli spazi urbani prima di ricorrere a impianti tradizionali?