Vi è capitato di recente di sentir parlare di rigenerazione associato al concetto di sostenibilità? Se restringiamo il campo all’architettura e all’urbanistica, il termine non è affatto nuovo. Chi ha studiato queste discipline ne sente parlare almeno dai primi anni 2000, ma all’epoca il focus era molto diverso: si trattava principalmente di riqualificazione estetica, recupero di aree industriali dismesse o nuovi progetti immobiliari. Il collegamento con la sostenibilità c’era, ma spesso rimaneva sullo sfondo, quasi “sfuggiva”.
Oggi, però, quel legame è diventato lampante. Stiamo assistendo a un’evoluzione profonda: il passaggio dal concetto di resilienza a quello di rigenerazione. Un cambiamento che tocca da vicino anche il nostro lavoro.
Oltre l’adattamento: perché “Città Resilienti” non basta più
Da anni proponiamo alle scuole il percorso “Città Resilienti”, all’interno dell’iniziativa School of Sustainability, dove introduciamo le strategie che stanno trasformando i centri urbani per renderli più vivibili di fronte ai cambiamenti climatici: mitigare le isole di calore, raccogliere e convogliare le acque piovane abbondanti, adattarsi agli shock.
Ma oggi ci chiediamo: vogliamo solo “resistere” o vogliamo andare oltre? L’obiettivo non è solo adattarci al clima che cambia, ma proporre una conoscenza maggiore del nostro intorno che porti a un confronto e a una crescita collettiva. Dobbiamo rispondere a una domanda fondamentale: che città vogliamo per il nostro futuro? E non solo per le città, ma per il mondo in generale.
Per questo, forse, il nostro percorso dovrebbe iniziare a chiamarsi Città Rigenerative.
Resilienza vs Rigenerazione: una guida rapida
Nel campo della sostenibilità, questi due concetti sono complementari ma hanno obiettivi diversi:
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Resilienza: Indica la capacità di un sistema di assorbire i colpi e adattarsi senza collassare (entro i “limiti planetari”). È la capacità di sopravvivere e trasformarsi in un contesto di cambiamento continuo. In breve: ci aiuta a sopravvivere alla crisi.
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Rigenerazione: Punta ad andare oltre il semplice “non fare troppi danni”. L’obiettivo è co-costruire dinamiche positive tra esseri umani, ambiente naturale e costruito, affinché la città non solo sostenga la vita, ma la migliori e la rafforzi nel tempo. In breve: ci invita a costruire insieme un mondo desiderabile.
La città come sistema vivente
Un recente articolo, Resilience and regeneration for a world in crisis, pubblicato su Ambio — rivista internazionale di scienze ambientali — definisce i termini resilienza e rigenerazione e ci ricorda che la vera sfida è riprogettare le città come sistemi viventi. Non più solo cemento e strade, ma tessuti capaci di rigenerarsi insieme ai cittadini di domani.
Questa doppia dimensione è al cuore dei percorsi in FEM, che evolvono anche grazie al contributo di insegnanti e alunni:
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La città è il nostro laboratorio: Analizziamo insieme alle scuole l’aria, il verde, la mobilità e i quartieri che cambiano volto.
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L’architettura come pratica di cura: Non una semplice facciata nuova, ma il ripristino della vivibilità di un territorio attraverso progetti che coinvolgono abitanti, scuole e amministrazioni.
Dalla teoria alla pratica: la voce della Community
Un esempio concreto di questa visione arriva proprio dai progetti della community (più repository che community) di School of Sustainability. Molte classi, dopo aver analizzato i dati del proprio quartiere, hanno proposto interventi di de-pavimentazione (depaving). L’idea è semplice ma rivoluzionaria: rimuovere l’asfalto in eccesso per creare giardini della pioggia. Questi spazi non servono solo a evitare allagamenti (resilienza), ma rigenerano il suolo, portano biodiversità e creano nuovi luoghi di aggregazione sociale.
Potete esplorare queste e altre idee nella nostra mappa interattiva:
Esplora la Community - School of Sustainability
Unisciti alla riflessione
Vogliamo che il nostro “mappamondo dell’apprendimento urbano” si arricchisca con le vostre idee. Scriveteci:
Quali pratiche scolastiche o di comunità vorreste vedere sviluppate per rendere la vostra città più adatta a vivere la crisi climatica e sociale?
Le vostre risposte ci aiuteranno a immaginare e sperimentare insieme la città del futuro, partendo proprio dal nostro territorio.