🎆 Arte e scienza per una festa che illumina e meraviglia

La notte di Capodanno molti di noi vivono un doppio sentimento: da una parte la meraviglia delle luci nel cielo, dall’altra quel riflesso istintivo di tappare le orecchie, chiudere le finestre, rassicurare bambini e animali.

E poi c’è quella foschia sospesa — lo smog pirotecnico — che resta nell’aria insieme all’odore acre dei botti. Un promemoria silenzioso di ciò che non vediamo ma respiriamo.

La scienza ci aiuta a dare un nome a tutto questo.

Una ricerca condotta dai ricercatori della NYU Langone Health mostra che, durante i grandi spettacoli pirotecnici, i livelli di inquinamento atmosferico possono superare persino quelli generati dagli incendi boschivi.

E non è un fenomeno lontano da noi.

Secondo i dati pubblicati dall’Università Roma Tre, basati sulle misurazioni dell’ARPA Lazio, l’1 gennaio 2021 le centraline di Roma hanno registrato picchi di PM10 pari a 81–82 µg/m³, ben oltre il limite di sicurezza di 50 µg/m³.

Rumore improvviso, inquinamento, foschia persistente: elementi che possono generare spavento, disorientamento e disagio, soprattutto per chi è più sensibile. Ogni anno, purtroppo, emergono episodi che ci ricordano quanto i festeggiamenti possano diventare rischiosi, anche quando non vorremmo pensarci.

Ma esiste un altro modo di celebrare?

Un modo che conservi la :sparkles: meraviglia, senza portarsi dietro il rumore, il fumo, la paura?

L’artista e innovatore olandese Daan Roosegaarde ha immaginato una risposta: SPARK.

Il nome significa letteralmente “scintilla”, ma qui la scintilla non è fuoco: è luce organica, una coreografia di migliaia di particelle biodegradabili che fluttuano nell’aria come lucciole, stormi o galassie.

:milky_way: SPARK è definito come:

  • “organic fireworks”, fuochi d’artificio organici senza combustione

  • “biodegradable light sparks”, particelle luminose biodegradabili che si muovono con correnti d’aria controllate

  • una forma di celebrazione senza fumo, senza rumore

SPARK è già stato presentato in città come Tokyo, Auckland, Bilbao e Pesaro 2024, mostrando che è possibile creare stupore gentile, una meraviglia che non spaventa, non inquina e non lascia tracce.

Immagino che a tutti sia capitato di chiedersi come vogliamo festeggiare insieme, quali forme di bellezza possiamo immaginare per le nostre comunità e se l’incontro tra arte e scienza possa aiutarci a costruire una festa che illumina e meraviglia, rispettando l’aria, i luoghi e chi li abita…

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Wow! Non conoscevo questa alternativa ecologica,sicura e magica :magic_wand:

Sarebbe bello proporlo a qualche amministrazione o organizzazione di eventi!

Grazie,

Federica