Info Design al Learning More Festival!

Come avrete già potuto leggere qui e là tra i post della Community, è in arrivo il Learning More Festival, il primo Festival dedicato a formazione, apprendimento e valorizzazione del capitale umano, che arriva quest’anno alla sua quarta edizione.

:round_pushpin: Si svolge a Modena dal 20 al 22 febbraio, e di seguito vi segnaliamo quattro eventi a tema Info Design assolutamente da non perdere!

:spiral_calendar: 20 febbraio

BlurM3Not: un’installazione interattiva di Data Gamification per scoprire i fenomeni oscuri della rete
Incontro di inaugurazione di BlurM3Not, installazione ideata in collaborazione con Sheldon.studio che trasforma i dati scientifici del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) in un’esperienza che il pubblico può toccare, esplorare e giocare. L’evento di apertura approfondisce contesto, obiettivi e processo creativo, fornendo le chiavi di lettura necessarie per vivere l’esperienza in modo consapevole e partecipato durante il Learning More Festival.

Con Matteo Moretti, designer di Sheldon.studio, e Sonia Cerrai, Ricercatrice al CNR.

Véra: un nuovo Toolkit di Information Design per usare la visualizzazione come strumento formativo
Le rappresentazioni informative sono strumenti potenti per sostenere conoscenza sistemica e rielaborazione, apprendimento collaborativo e inclusione. Come usarle con sicurezza? Come introdurle in contesti didattici e formativi reali, accompagnando gli studenti ad un utilizzo competente e funzionale? Questo workshop presenta Véra, un nuovo toolkit pensato per supportare insegnanti, educatori e formatori nell’uso di strumenti visivi.

Con Francesca Grignani, information designer a FEM.

:spiral_calendar: 21 febbraio

How Charts Mislead Us, and What to Do About It
Oggi il dibattito pubblico è sempre più costruito attorno ai dati. Grafici, mappe e infografiche possono aiutarci a capire fenomeni complessi, ma possono anche orientare (o manipolare) la nostra percezione, a volte senza che ce ne accorgiamo. Per questo, essere cittadini consapevoli significa anche saper leggere con attenzione l’informazione visiva che incontriamo ogni giorno nei media, nella politica e nel lavoro.

Con Alberto Cairo, Knight Chair in Visual Journalism (Professor) alla University of Miami - School of Communication

:spiral_calendar: 22 febbraio

Modular information design: systems and practices to cultivate a problem-solving mindset
La complessità è una caratteristica distintiva del nostro mondo iperconnesso e ricco di informazioni. Dare agli studenti gli strumenti per affrontare problemi generati da molteplici fattori interconnessi è ormai un obiettivo chiave dell’istruzione contemporanea. Questa talk interattiva propone la visualizzazione come un modo per elaborare la complessità, esplorarla da diverse prospettive e renderla condivisibile.

Con Darjan Hil e Nicole Lachenmeier, Co-fondatore/trice e Information Designer a Superdot.

Un super programma vero? :star_struck:

:right_arrow: Per prenotarvi dovete iscrivervi alla piattaforma.

Vi aspettiamo numerosi! Se avete domande intanto, fatele pure nei commenti :wink:

Una toponomastica poco inclusiva

Ci siamo quasi, venerdì LMF comincia e dura fino a domenica. Per scaldare i motori, vi raccontiamo un progetto di Sheldon studio, che sarà presente al festival nella persona di Matteo Moretti per l’inaugurazione dell’installazione BlurM3Not.

Il progetto

Minding the (diversity) gap in street names è un progetto interattivo commissionato dall’European Data Journalism Network che mostra quanto la toponomastica europea (quella italiana non fa eccezione, anzi) sia decisamente poco inclusiva: le strade sono intitolate prevalentemente a uomini, spesso soldati o santi, mentre donne, scienziati e artisti, sono in confronto estremamente rari.

Perché te ne parliamo?

  • Fatevi un giro sulla piattaforma: un conto è leggere che c’è un problema di varietà toponomastica, un conto è vederlo. Siamo di fronte a un buon esempio di come la visualizzazione di un fenomeno migliori sensibilmente la comprensione dello stesso.

  • Dopo aver constatato con stupore la sproporzione, dovrebbero sorgere spontanee delle domande: perché è questa la situazione? quali sono i suoi effetti sull’inconscio collettivo? sarebbe necessaira un’innovazione integrativa che ricordi anche le grandi donne della Storia? Quali potrebbero essere? Se decidete di mostrare Mapping diversity in classe, potrebbe scaturirne una discussione interessante.

  • Può essere uno spunto per un laboratorio da fare sulla toponomastica della vostra città o del quartiere dove si trova la vostra scuola.

Se hai trovato il progetto interessante, è una ragione in più per passare a visitare l’installazione BlurM3not!