In questi giorni è iniziata la Milano Design Week, un evento di riferimento per il mondo del design che pervade la città con allestimenti, installazioni ed eventi aperti al pubblico.
Il tema di quest’anno è “Essere Progetto”, un’espressione che invita a guardare il design in modo diverso: non solo come realizzazione di un oggetto o come raggiungimento di un risultato finale, ma come processo continuo, capace di coinvolgere e trasformare persone, relazioni e contesti.
Nella guida ufficiale del Fuorisalone si legge:
In questa visione, progettare vuol dire entrare in relazione con contesti, persone, materiali e anche con nuove forme di intelligenza, come quella artificiale, che non sostituiscono l’umano, ma lo amplificano e lo mettono in discussione.
Il design diventa così una forma di conoscenza: un modo per leggere il presente e immaginare futuri più sostenibili, inclusivi e consapevoli.
Questa prospettiva si avvicina molto al mondo dell’apprendimento. Progettare, in ambito educativo, non significa soltanto costruire una lezione o organizzare dei contenuti, ma entrare in un processo iterativo fatto di osservazione, relazione, adattamento e trasformazione.
Per questo in FEM guardiamo alla figura del docente come a quella di un designer, che non costruisce solo contenuti, ma crea le condizioni affinché l’apprendimento possa prendere forma, attraverso spazi, interazioni, metodologie e strumenti.
Con il team Design for Learning di FEM lavoriamo proprio in questa direzione, interrogandoci su come il design thinking possa guidare i docenti nella progettazione di esperienze di apprendimento intenzionali, capaci di rispondere ai bisogni dei propri studenti.
E per voi, guardare la progettazione didattica con uno sguardo più da designer potrebbe aprire nuove possibilità ?