Mi ero ripromesso di scrivere un post sui mondiali di calcio, dato che lo sport alla fine è un gioco e qui parliamo di game-based learning. Certo, potreste obiettare che a quei livelli lo sport è un lavoro ma poi dovremmo perderci nelle definizioni e non ne usciremmo più.
Ci provo allora, partendo da uno spunto di Marco D’Ottavi su Ultimo Uomo: la BBC sta sperimentando una rappresentazione del calcio in 3D, avvicinandosi molto (a parte la resa grafica ma capiremo fra un attimo perché) ai videogiochi di simulazione sportiva. La cosa interessante e nuova è che questa rappresentazione in 3D si svolge in diretta, attraverso la trasformazione della partita “reale” in dati e geometrie che ci permettono di vedere la sua versione 3D da qualsiasi angolazione.
Il campo allora diventa una database costruito attraverso tre diverse mappature:
- Prospettiva, che permette di scegliere il punto di vista sull’azione.
- Contesto spaziale, che mostra le distanze esatte tra i reparti e la densità dei giocatori.
- Profondità del dato, che traccia come succedono le cose, a che velocità, con quale accelerazione, su quali vettori, ecc.
Fino ad oggi abbiamo guardato lo sport attraverso la scelta di un regista televisivo, mentre abilitare una visione in 3D basata sui dati ribalta il paradigma: non riceviamo più la narrazione dell’evento ma la costruiamo noi, in diretta. Possiamo diventare analisti attivi della tattica delle squadre, dei movimenti dei singoli giocatori o dei vari reparti, oppure costruire la nostra messa in scena personale dell’evento (pensate anche alle immagini delle RefCam degli arbitri).
Proprio come nelle simulazioni didattiche, la tecnologia 3D e la rappresentazione dei dati danno alle persone strumenti per esplorare la complessità in autonomia, costruendo un proprio percorso di senso.
Il momento in cui potremo vedere una partita con diversi layer informativi sovrapposti alle immagini sembra molto vicino. A quel punto la fruizione dello sport diventerà del tutto personalizzata, interattiva e quindi decisamente ludica.
Avete letto l’articolo? Pensate che queste tecnologie cambieranno l’intrattenimento? E che prospettive vedete per la progettazione di ambienti di apprendimento e simulazione?