La scinitilla affievolita

Un recente studio britannico ha rivelato una dinamica cruciale per i bambini ad alto potenziale provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati. La ricerca, basata su dati del Millennium Cohort Study, ha mostrato che le capacità cognitive di questi bambini, classificati tra il 25% superiore nei test a 5 anni, mantengono il passo con i loro coetanei più abbienti fino alla fine della scuola primaria.

Tuttavia, il quadro cambia drasticamente dopo il passaggio alla scuola secondaria. Tra gli 11 e i 14 anni, questi studenti brillanti da famiglie a basso reddito subiscono un netto declino in diverse aree critiche rispetto ai loro pari più benestanti:

  • Atteggiamento verso la scuola
  • Comportamento
  • Salute mentale
  • Rendimento accademico

Lo status socioeconomico (SES), che combina reddito, istruzione e occupazione, è fortemente legato allo sviluppo cognitivo e al successo scolastico. I bambini da contesti SES più elevati beneficiano di maggiori risorse e ambienti di apprendimento stabili, mentre un SES più basso è spesso associato a stress e minori opportunità. Queste disparità possono creare divari persistenti.

Gli autori dello studio concludono che il fallimento nel capitalizzare pienamente il potenziale iniziale di questi bambini è probabilmente una ragione chiave per cui la società non riesce a diventare più “fluida socialmente”.

Per noi insegnanti, questa ricerca evidenzia che il periodo della transizione tra scuola primaria e secondaria (11-14 anni) è critico per gli studenti provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati. Riconoscere queste sfide ci permette di fornire supporto mirato, assicurando che il potenziale precoce dei nostri studenti più vulnerabili non vada perduto.

4 Mi Piace

Grazie, articolo molto interessante che mi fa riflettere soprattutto sul ruolo dei docenti e del territorio nelle scuole e nei contesti disagiati rispetto a quelle frequentate da alunni con reddito medio/alto. Noi docenti quasi sempre desideriamo lavorare in contesti non degradati, e ci mancherebbe, ma, mi va di citare un docente della mio corso di specializzazione che diceva: se il divario fra bravi e meno bravi rimane invariato fra gli alunni in entrata e gli stessi in uscita, il nostro ruolo ha solo assecondato un processo naturale. Alla luce di questo articolo si può anche fare peggio se non si riusciamo a sostenere un alunno intelligente nato in un contesto disagiato.

2 Mi Piace