Le IA contemporanee quali ChatGPT, Gemini, Claude e DeepSeek sono al centro di dibattiti costanti nelle bacheche di esperti del settore tecnologico. La polarizzazione della comunicazione in merito al tema si divide tra chi teme che siano la fine dell’umanità e chi le considera lo strumento imparziale della nuova democrazia oppure tra chi assolutizza il discorso su rischi e pericoli e chi si concentra solo su nuove funzionalità e best practices.
Come ci possiamo inserire nel dibattito mantenendo un approccio consapevole e costruttivo?
Seguendo un metodo di analisi della media education, saper definire in maniera corretta una tecnologia, significa anche saperla identificare per quello che è e quello che fa, al di là degli slogan di marketing e di mercato in cui tali tecnologie sono inserite. Un primo appunto quindi sarebbe il seguente: ChatGPT, Gemini, Claude e DeepSeek sono LLM, cioè Large Language Models, mentre il termine Intelligenza Artificiale indica un insieme più vasto in cui gli LLM sono inseriti. Da una definizione di Aggarwal: L’intelligenza artificiale è un campo interdisciplinare che comprende logica classica, apprendimento automatico e data mining.
Per uscire dalla fallacia dell’antropomorfismo, per cui l’intelligenza è concepibile solo come quella forma di intelligenza tipica di un Homo sapiens e cioè degli esseri umani, dal 2023 Luciano Floridi propone un nuovo modo per definire gli LLM come modelli di Artificial Agency senza intelligenza. Seguendo tale metodo di ridefinizione, Floridi argomenta come uscire dalla sfera di indeterminatezza che il termine “intelligenza artificiale" porta con sé a favore di una nuova terminologia: tali modelli linguistici sono “agentici” in quanto “fanno”, ma non “intelligenti” in quanto non comprendono i dati che processano.
In continuità con quanto già argomentato, più recentemente Floridi ha proposto di definire un LLM come una syntactic form of agency in quanto un LLM non comprende il significato semantico delle parole, immagini e video che processa, bensì procede per processi di somiglianza e contiguità tra troken o pixel (oltre che attraverso altre tecniche di addestramento, deduzione ed inferenza).
Per chiunque si approcci a tali tecnologie, il termine “intelligenza” presuppone un collegamento inconscio con ciò che consideriamo “intelligente” e, cioè, l’intelligenza umana, contraddistinta dalla capacità di comprensione di testi orali e scritti. In tal modo si innescano errori di fondo quali considerare gli LLM come amici, confidenti o terapeuti oppure utilizzarli in ambito lavorativo fidandosi ciecamente di quanto riferito in un output senza controllare le fonti o la correttezza di una risposta. Un approccio critico e consapevole nei confronti di tali tecnologie presuppone di essere a conoscenza di tali caratteristiche intrinseche per poterle sfruttare al massimo delle loro potenzialità sia in ambito privato che lavorativo. Bisogna quindi cambiare nome per rispecchiare questa differenza di significato e definizione degli LLM?
Anche te pensi che ci sia bisogno di una revisione di definizione da AI ad Artificial Agency oppure no?
Per approfondimenti tecnici: Aggarwal, C. C., (2021). Artificial Intelligence. A textbook. Springer