Trash Goblin: cozy gaming come strumento educativo

Negli ultimi anni i videogiochi si sono evoluti in molte direzioni; una di queste è il cozy gaming, fatto di esperienze rilassate e accoglienti in cui siamo chiamati ad azioni costruttive e poco conflittuali per raggiungere degli obiettivi… diciamo non troppo urgenti.

In Trash Goblin, un gioco molto cozy, dobbiamo riparare, pulire e rifunzionalizzare oggetti di vario tipo. Invece di usarli per diventare sempre più potenti, come accade spesso nei videogiochi, questi oggetti vanno liberati dai detriti, puliti e combinati per creare nuovi manufatti da rivendere a clienti molto gentili.

Perché un gioco che ci chiede di pulire vecchi e pentole e ingranaggi arrugginiti è interessante per l’apprendimento?

  • Per la sua affinità con i concetti di economia circolare e sostenibilità: Il gioco è una metafora del riuso creativo. Può essere usato per discutere il valore intrinseco degli oggetti e l’impatto ambientale della gestione dei rifiuti.

  • Per il suo essere un approccio interattivo alla pedagogia della cura, presentata attraverso la manutenzione delle cose: riparare richiede pazienza e precisione.

  • Per lo stimolo narrativo dato dalla storia potenziale degli oggetti di gioco: di chi era questo pezzo? Perché è stato buttato?

Riuscite a immaginare un’attività didattica sulla sostenibilità digitale che utilizzi Trash Goblin? Pensate che giocare lentamente, concentrandosi su cura e recupero possa essere efficace in certi contesti formativi?