Quando il ghiaccio cambia le rotte: Artico, commercio e dati satellitari 🚢

In questi giorni la nave portacontainer Dubai Tower è arrivata a Teesport, nel nord-est dell’Inghilterra, dopo un viaggio di circa 25 giorni dalla Cina attraverso la Northern Sea Route, la Rotta Marittima del Nord, lungo la costa artica russa.

Rispetto alla rotta tradizionale attraverso il Canale di Suez, il percorso artico può ridurre tempi e distanze. Non si tratta però di una rotta libera e praticabile tutto l’anno: la navigazione dipende dalle condizioni del ghiaccio marino, dalla stagione, dalle infrastrutture disponibili e da fattori ambientali e geopolitici.

A partire da questa notizia mi sono ricordata di un video che vidi tempo fa e che utilizzo spesso per parlare di inquinamento dell’aria e dei suoi effetti. In particolare, mi avevano colpita le mappe delle concentrazioni di NO₂, il biossido di azoto: è sorprendente osservare come, dai dati satellitari, possano emergere le tracce atmosferiche associate alle principali rotte marittime.

In questo modo diventano visibili non solo gli spostamenti delle merci, ma anche alcuni degli impatti ambientali collegati ai nostri consumi.

Cosa c’entra tutto questo con la formazione, la scienza e l’analisi dei dati?

Ci aiuta a capirlo Barbascura X in un video realizzato insieme agli esperti dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea:

:television: Guarda il video qui

Mentre molti vedono nella rotta artica soltanto una possibile “scorciatoia commerciale”, i dati satellitari ci mostrano immagini capaci di raccontare come funziona il pianeta: l’estensione dei ghiacci, le aree industriali, le rotte mercantili e la distribuzione degli inquinanti atmosferici.

:chart_decreasing: Minuti 1:45–7:50: il confronto tra le osservazioni satellitari mostra la forte riduzione della copertura glaciale estiva dell’Artico rispetto all’inizio delle osservazioni satellitari, avviate nel 1979. Nel settembre 2020 l’estensione minima del ghiaccio marino artico ha raggiunto il secondo valore più basso dall’inizio della serie, confermando la forte riduzione della copertura glaciale estiva.climate.copernicus

:globe_showing_europe_africa: Minuti 1:45–7:50: guardare il pianeta dal Polo Nord aiuta a comprendere come la riduzione stagionale del ghiaccio marino stia rendendo più praticabili, in determinati periodi e condizioni, alcune rotte artiche, aprendo nuovi scenari commerciali e geopolitici.

:satellite: Minuti 11:00–13:15: i dati satellitari del sensore TROPOMI, a bordo del satellite Sentinel-5P, rilevano le concentrazioni di NO₂ nell’atmosfera. Su scala globale, queste mappe possono rendere visibili le tracce di NO₂ associate alle principali rotte marittime e all’attività portuale. Questi segnali sono collegati, tra le altre fonti, alla combustione di carburanti fossili utilizzati dalle navi.

Portare l’attualità a scuola aiuta le ragazze e i ragazzi a comprendere come cambia il mondo, ma anche a sviluppare uno sguardo critico sui dati:

  • Chi produce queste immagini?

  • Che cosa possiamo davvero osservare da un satellite?

  • Quali informazioni possiamo ricavare e quali, invece, richiedono altri dati?

  • Come si collegano cambiamento climatico, qualitĂ  dell’aria, commercio globale e geopolitica?

Questo può essere un esempio di utilizzo dei dati di osservazione della Terra, come quelli di Copernicus e dell’ESA, nelle scuole e nei percorsi didattici interdisciplinari?

Cosa ne pensate? Li usereste nelle vostre attivitĂ  educative?

:open_book: Approfondimento sulla notizia:
“Chinese Container Ship Reaches UK Through Arctic Northern Sea Route”