Sono usciti i risultati di PISA 2025, l’indagine internazionale dell’OCSE che ogni tre anni misura competenze e atteggiamenti dei quindicenni nei diversi sistemi educativi.
Partiamo da un dato per inquadrare la dimensione dell’indagine: nel 2025 hanno partecipato oltre 760.000 studenti di 91 Paesi ed economie, rappresentativi di circa 33 milioni di quindicenni. In Italia il campione era composto da 8.946 studenti di 285 scuole, rappresentativi di circa 507.000 quindicenni.
La buona notizia: l’Italia è sopra la media OCSE
In lettura, il 76% degli studenti italiani raggiunge almeno il Livello 2 di competenza, contro il 69% della media OCSE. È il livello considerato come soglia minima di competenza: significa essere in grado di individuare l’idea principale di un testo di media lunghezza, trovare informazioni sulla base di criteri di diversa complessità e riflettere sullo scopo e sulla forma del testo quando questa operazione viene esplicitamente richiesta.
In sintesi, sulla comprensione del testo l’Italia parte da una posizione relativamente buona nel confronto internazionale.
Il punto critico è quello che succede ai livelli più alti
Solo il 4% degli studenti italiani raggiunge il Livello 5 o superiore, contro il 6% della media OCSE. Qui il tipo di compito cambia parecchio: gli studenti devono riuscire a comprendere testi lunghi e complessi, gestire concetti astratti o controintuitivi e distinguere tra fatti e opinioni utilizzando anche indizi impliciti legati al contenuto o alla fonte.
SI tratta quindi di riuscire a costruire un’interpretazione, mettere in relazione informazioni, valutare ciò che si legge e utilizzare anche elementi impliciti del testo e della fonte. L’obiettivo della didattica della lettura è infatti lavorare sulle competenze che permettono di leggere testi complessi in modo autonomo e critico.
E rispetto al passato?
Tra il 2022 e il 2025 la performance media in lettura non è cambiata in modo significativo. Anche guardando più indietro, il quadro è quello di una sostanziale stabilità nel periodo 2018-2025, ma a un livello inferiore rispetto a quello osservato tra il 2009 e il 2015. Non siamo davanti a un nuovo crollo della lettura, ma nemmeno a un recupero significativo.
Per chi insegna, questi risultati fanno emergere domande specifiche: i miei studenti sanno individuare le informazioni? Metterle in relazione? Fare inferenze? Distinguere fatti e opinioni? Capire perché l’autore ha scelto una certa formulazione? Valutare l’affidabilità di una fonte?
I risultati PISA 2025 ci ricordano anche quanto sia importante continuare a lavorare sulla lettura complessa e critica, quella che richiede di costruire, verificare e mettere in discussione significati. Linda fornisce agli insegnanti un supporto concreto proprio per questo: attraverso l’annotazione digitale, aiuta a rendere visibili i processi di comprensione degli studenti e a lavorare non solo sulla risposta, ma anche sul percorso che porta a costruirla.
Ti interessano queste tematiche?
ScopriLaboratorio Linguistico Digitale per la comprensione del testo > un corso FEM in cui guidiamo la comprensione del testo trasformando la lettura in un processo cognitivo organizzato passo dopo passo. Lavoriamo su tre momenti chiave: l’attivazione delle conoscenze in pre-lettura, il monitoraggio attivo con annotazioni e ipotesi durante la lettura e la rielaborazione concettuale finale. Utilizziamo strategie che rendono lo studio un’esperienza visiva, dinamica e coinvolgente per la classe.
Qual è la difficoltà più frequente nei tuoi studenti? Come la affronti in aula?

