Il Museo della Bora di Trieste è un esempio interessante di come un museo possa interpretare il proprio territorio in modo attivo, trasformando un elemento identitario come la bora in cultura, memoria e progettazione. Non si limita a raccontare un fenomeno naturale: lo rende parte di un racconto collettivo che parla di città, persone e immaginario locale.
Il fulcro del progetto, realizzato in collaborazione con Piufortuna Studio di visual design, é un souvenir eco-sostenibile che reinterpreta il celebre Bora in scatola in chiave contemporanea, partendo da un oggetto simbolico e per trasformarlo in un kit creativo che invita al riutilizzo di contenitori vuoti, alla personalizzazione e alla costruzione di un ricordo unico. In questo senso, il progetto unisce design, sostenibilità e narrazione territoriale in un oggetto che non è solo da conservare, ma da reinventare.
In particolare, si tratta di un kit narrativo e progettuale composto da schede grafiche, cartoncini illustrati e moduli da assemblare e personalizzare. Ogni elemento richiama il mondo della bora attraverso linguaggi diversi: colori vivaci, etichette, misurazioni, indicazioni simboliche, testi ironici e riferimenti al lessico triestino. Le schede contengono quindi sia una parte visiva sia una parte operativa, pensata per guidare chi le usa nel riuso di contenitori vuoti e nella costruzione di un souvenir originale e sostenibile.
Qui sotto qualche immagine del kit ![]()
Sito ufficiale del Museo della Bora.
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