Le parole nei musei non sono mai neutre. Una didascalia non si limita a spiegare un’opera: orienta lo sguardo, suggerisce interpretazioni, costruisce significato.
Un interessante articolo del Meta-Museum Project, un progetto Horizon Europe coordinato dal Politecnico di Torino (“The Art of Museum Captions: How Words Shape What We See”) riflette proprio su questo: quanto il linguaggio influenzi la nostra esperienza visiva.
In particolare, una didascalia può aprire possibilità o chiuderle, può stimolare domande oppure chiudere il dialogo. Il progetto studia quindi come testi diversi, applicati alla stessa immagine, influenzino interpretazione, attenzione e coinvolgimento del pubblico.
A questo proposito, vengono messi a confronto quattro tipi di didascalia:
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testi fattuali.
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parole-chiave aperte.
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domande riflessive.
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frasi di empowerment.
L’idea che sta alla base dell’esperimento è: se l’immagine non cambia, ma cambia il linguaggio che la accompagna, cambia anche il modo in cui la osserviamo e la comprendiamo.
La ricerca non si limita a chiedere alle persone cosa pensano, ma osserva anche:
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risposte soggettive su chiarezza, piacevolezza e coinvolgimento.
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segnali corporei e fisiologici.
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attività cerebrale attraverso EEG.
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micro-movimenti posturali durante la fruizione.
Questo approccio permette di capire se una didascalia informa soltanto, oppure se riesce anche a orientare emozione, attenzione e senso di fiducia.
L’aspetto più interessante è proprio questo: la didascalia non è trattata come una semplice nota esplicativa, ma come un elemento attivo dell’esperienza museale.
Come tradurre tutto questo in un’attività da realizzare in classe?
In Fem lo abbiamo sperimentato fornendo agli studenti una serie di titoli di opere d’arte, senza far vedere l’immagine a corredo. Successivamente abbiamo chiesto agli studenti cosa si aspettassero di vedere nell’opera basandosi solo sul titolo letto. Dopo aver descritto ciò che si aspettavano di vedere dall’immagine, abbiamo mostrato l’opera e chiesto loro di annotare sulla piattaforma @Pinxit le parti dell’opera che differivano dalle loro aspettative iniziali.
Cosa ne pensate? ![]()
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